Rientro a scuola, chi ha temperatura oltre 37,5° resta a casa. Collaborazione famiglie

All’ingresso a scuola non sarà necessaria la misurazione della temperatura corporea. L’Usr per l’Emilia Romagna fornisce ulteriori indicazioni sul rientro a scuola a settembre.

E’ una delle indicazioni con le quali l’Ufficio scolastico regionale
dell’Emilia-Romagna prepara il rientro in classe per circa 600 mila
studenti, in linea con quelle del Comitato tecnico scientifico.

L’Ufficio scolastico spiega che “chiunque ha sintomatologia
respiratoria o temperatura superiore a 37,5°C dovrà restare a casa.
Pertanto si rimanda alla responsabilità individuale rispetto allo
stato di salute dei minori affidati alla responsabilità genitoriale”.

Esplicito e ripetuto da parte del Comitato, cita l’Ufficio scolastico
emiliano-romagnolo, l’appello a una “collaborazione attiva di studenti
e famiglie” nel contesto di una “responsabilità condivisa e
collettiva” e la chiamata alla “corresponsabilità” della comunità
nel fronteggiare la “grave crisi educativa” prodotta dall’epidemia
Covid-19. Per il prossimo anno scolastico, in particolare, si richiama
“all’impegno comune di scuola, genitori e alunni” a comportamenti di
diligenza e prudenza ricavati dalle regole di esperienza e dalle
raccomandazioni scientifiche del Comitato, “al fine di scongiurare la
diffusione del virus e l’esposizione a pericolo della salute della
comunità scolastica e non solo”.

Bonaccini: presto linee guida condivise

”La scuola deve ripartire prima  possibile, ma in condizioni di massima sicurezza”, lo ha dichiarato il Presidente Stefano Bonaccini aprendo i lavori della Conferenza delle Regioni odierna. ”Per questo motivo abbiamo concordato con il Governo un ulteriore momento di confronto la prossima settimana per arrivare alla emanazione di linee guida condivise”.

”L’11 giugno – ha proseguito Bonaccini – abbiamo inviato alla
Ministra Lucia Azzolina le nostre prime proposte: un contributo che ha
l’obiettivo di mettere in grado quanto prima Regioni, Enti locali ed
istituti scolastici, nella loro autonomia, di poter ‘governare’ in
modo ordinato la fase della ripresa completa delle attività in
presenza”. ”Abbiamo comunque lanciato diversi alert al Governo.
Prima di tutto è necessario che si vari un vero e proprio ”piano di
investimenti” per la scuola. Così come occorre accelerare – e lo
stiamo facendo d’intesa con il Viceministro Anna Ascani – sul fronte
dell’utilizzo dei fondi per l’edilizia scolastica”.

“Inoltre con la riapertura delle attività scolastiche – ha spiegato il
Presidente della Conferenza delle Regioni – si creeranno criticità per
il settore del trasporto pubblico locale in ragione dell’incremento
significativo dei viaggiatori. Potrebbe essere utile allora che il
Governo valuti interventi per evitare concentrazioni di utenza nelle
stesse fasce orarie ed un’azione per il potenziamento dei servizi di
trasporto pubblico. Infine abbiamo ricordato che, rispetto ai compiti
di sorveglianza e prevenzione che la ripresa delle attività
comporterà, il personale è insufficiente, per cui – ha concluso
Bonaccini – occorre implementare le dotazioni, con particolare
attenzione al personale Ata”.

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