Rientro a scuola e la gestione dei casi presunti o reali di Covid-19. Quali conseguenze sulla didattica? La soluzione dei test rapidi

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Rientro a scuola, tanti sono i problemi alla ripartenza. Occorre però porre un’adeguata attenzione all’aspetto della gestione dei casi presunti o accertati di Covid1-19. Tra un mese potremo conoscere la prospettiva di questo anno scolastico unico.

Rientro a scuola, tanti sono i problemi Rientro a scuola, mai come quest’anno la scuola è stata costretta ad affrontare tanti problemi che hanno rappresentato una discontinuità rispetto alla tradizione. Gli avvii degli anni scolastici sono sempre stati caratterizzati da riti e attività che quasi mai hanno conquistato le prime pagine dei giornali.

In questo momento si è concentrati sui problemi in entrata (organici, banchi monoposto, suddivisione delle classi, reperimento delle aule…). Non può essere altrimenti! Occorre ripartire e farlo bene!

Il protocollo sanitario potrà favorire assembramenti

Cosa accadrà tra qualche settimana, quando inizieranno a manifestarsi i primi sintomi influenzali (tossi secche, febbri, mal di gola…) dietro i quali potrebbe nascondersi l’insidia del Covid-19.

Per inquadrare il problema occorre conoscere le linee guida del Ministero della Salute in caso di insorgenza dei sintomi a casa :

I genitori devono informare il PLS/MMG.
I genitori dello studente devono comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute.
Il PLS/MMG, in caso di sospetto COVID-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo
comunica al DdP.
Il Dipartimento di prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico.
Il Dipartimento di Prevenzione si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e
le procedure conseguenti.
Il DdP provvede ad eseguire il test diagnostico e si procede come indicato …

La parte finale del protocollo relativo ai sintomi a scuola è praticamente identica.

Quali problemi potrebbero insorgere e che si nascondono nei protocolli?

E ‘concreto lo scenario ipotizzato dal presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci. “Tra massimo un mese nelle scuole italiane ci sarà il caos a causa dei tamponi… Tra qualche settimana si svuoteranno le classi sia per numero di contagiati che di sospetti”. Gli ambulatori dei pediatri saranno vuoti per evitare contagi tra i pazienti e quindi molti di essi saranno indirizzati presso le diverse ASl, saturando e quindi compromettendo la funzionalità e l’operatività delle strutture sanitarie.

Quale didattica o didattiche saranno proposte?

Ovviamente l’ipotetico scenario che prevederà diversi lockdown (una classe, un plesso un’intera istituzione scolastica) in tempi differenti avrà conseguenze sulla didattica. Difficile immaginarne la configurazione. Dipenderà molto dall’indice dei contagi e dal numero dei positivi. Sarà una didattica integrata o a distanza? Quanti utenti potranno usufruire della sola didattica in presenza? Quale continuità potrà essere assicurata? In caso di Didattica integrata digitale o nella peggiore ipotesi di ritorno alla Dad le linee guida recentemente pubblicate definiscono tempi e modalità di erogazione, impegnando ogni Istituto a integrarle nel Ptof “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti”.

La soluzione dei testi rapidi

In queste ultime settimane si inizia a pensare all’autunno inoltrato e inverno, individuando soluzioni concrete che riducano il fattore tempo nella verifica dei contagi, con conseguente vantaggio di non compromettere pesantemente l’anno scolastico con le inevitabili ripercussioni sullo stato psicologico, emotivo, relazionale dei nostri ragazzi. In altri termini, l’istituzione scolastica non può permettersi continue chiusure anche solo circoscritte e prolungate di quindici-venti giorni. Sarebbe un disastro educativo!

Sempre P. Biasci ha dichiarato: Il cerino in mano resta ai pediatri di famiglia. Tutti parlano sulla nostra pelle, tutti dicono che dovremmo chiudere un occhio ma non è possibile. Un aiuto nel velocizzare l’iter potrebbe arrivare dai test salivari rapidi: “Ci auguriamo che siano validati presto. Ad oggi non lo sono, ma pare che l’Iss stia valutando l’approvazione”

Purtroppo il problema di questi test risiede nella loro non altissima affidabilità e quindi nella possibilità concreta di non intercettare le persone affette da Covid-19 con le ovvie conseguenze.

Alla fine resta una domanda: riusciremo a concludere nel modo migliore questo strano e complicato anno scolastico? Con parole di un brano di L. Battisti: “lo scopriremo solo vivendo”

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