Rientro a scuola docenti sospesi, Bianchi: “Continuità didattica per gli studenti. IV: “Diseducativo”. Sindacati chiedono ritiro circolare

WhatsApp
Telegram

Pubblicata dal ministero la circolare esplicativa n. 620 del 28 marzo, con le indicazioni sul rientro a scuola del personale sospeso perché non vaccinato. La nota mira a chiarire alcuni aspetti del decreto legge n. 24 del 24 marzo, ma non è così per i sindacati che ne chiedono il ritiro. Perplessità sul ritorno del personale sospeso da Italia Viva e Fratelli d’Italia.

Dal 1° aprile potranno rientrare al lavoro i docenti inadempienti all’obbligo vaccinale, che comunque rimane fino al 15 giugno 2022. Gli insegnanti – circa 3.800 – non potranno tornare a svolgere le proprie mansioni in classe: per loro altri compiti non a contatto con gli studenti.

Il personale docente ed educativo inadempiente all’obbligo vaccinale – scrive il Ministero – potrà essere impiegato nello svolgimento di tutte le altre funzioni rientranti tra le proprie mansioni, quali, a titolo esemplificativo, le attività anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione“.

Il personale docente ed educativo verrà “dichiarato temporaneamente inidoneo all’insegnamento“, e quindi le ore di lavoro settimanali saranno 36.

Dirigenti scolastici e ATA non vaccinati potranno invece rientrare a scuola con tampone negativo. Fino al 30 aprile sarà sufficiente essere in possesso di green pass base.

Sindacati: il ministero ritiri la nota

Per lo Snals-Confsal “si tratta di una disposizione che, oltre a travalicare il dettato di legge, utilizza in maniera errata le previsioni contrattuali, assimilando, tra l’altro, l’inadempienza all’obbligo vaccinale all’inidoneità all’insegnamento, per la quale le procedure contrattuali sono ben distinte dalla procedura d’ufficio introdotta dal Dl 24/22 per l’utilizzazione in attività di supporto alle scuole“.

Il CCNI concernente i criteri di utilizzazione del personale dichiarato inidoneo alla funzione per motivi di salute, sottoscritto tra le parti il 25 giugno 2008, stabilisce, infatti, all’articolo 2 comma 4, che l’utilizzazione in altri compiti può essere disposta solo a domanda dell’interessato” spiega Elvira Serafini, segretario generale del sindacato, chiedendo che venga rettificata urgentemente la nota.

Anche Anief chiede il ritiro della nota: il punto è sempre lo stesso, ovvero la comparazione del personale non vaccinato ai lavoratori momentaneamente inidonei con le conseguenti incongruenze. “A rendere il quadro ancora più incerto – scrive il sindacato – bisogna ricordare che il CCNI 2008 sull’utilizzo del personale inidoneo tratta esclusivamente il caso del personale con contratto a tempo indeterminato, configurando così un vuoto normativo rispetto al personale con contratto TD. Non rimane, pertanto, che un’unica soluzione, che ANIEF chiede con forza: il ritiro della nota ministeriale 620 del 28 marzo 2022 e l’emanazione di una nuova circolare“.

E contro chi polemizza sul rientro a scuola del personale non vaccinato, ci va pesante Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola: “Docenti pagati per non lavorare? Un’altra invenzione della propaganda politica che non avendo argomentazioni relative ai pasticci che sta combinando, non trova nulla di meglio che “criminalizzare” il personale”.

Bianchi: continuità didattica

Per il ministro Bianchi è giusto perseguire la strada della continuità didattica: “io pongo il problema della continuità didattica. Non è possibile che i nostri ragazzi abbiano per quattro mesi un insegnante e gli ultimi due mesi si torni indietro. C’è la possibilità che questo personale, di poche migliaia, venga messo a disposizione della scuola anche per affrontare quelle situazioni straordinarie che abbiamo di fronte“.

Domani interrogazione in Aula di Italia Viva: “Vogliamo capire se il governo ha ponderato la decisione” -afferma Gabriele Toccafondi, capogruppo IV in commissione Cultura alla Camera –“Riteniamo sbagliato consentire ai docenti non vaccinati di tornare a scuola per altro senza farli giustamente stare in classe. Lo riteniamo un passaggio paradossale e diseducativo“.

“Un docente viene sospeso per motivi gravi, non certo per mancata vaccinazione, subendo anche una variazione di ruolo. Chiedere che l’espletamento di una determinata attività svolta all’interno di un’istituzione scolastica non sia a contatto con gli studenti equivale a vivere nell’Iperuranio” ribatte Tiziana Drago, senatrice di Fratelli d’Italia.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur