Rientro a scuola dal 7 gennaio, far uscire gli studenti più tardi è meglio della DAD?

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Rientro a scuola dal 7 gennaio: al momento è questa la data fissata per cui gli studenti della scuola secondaria di II grado, finora in didattica a distanza per il 100%, rientreranno per la prima settimana al 50 e poi nel limite del 75%. Grandi preoccupazioni per organizzare i trasporti, gli orari scaglionati, le modifiche agli orari di insegnanti e personale ATA. 

Alcune Regioni e Uffici Scolastici si sono già organizzati, come ad es. il Lazio

Ma indicazioni ci sono già anche per Milano e il Piemonte.

Il piano prevede poi due fasce orarie di ingresso: la prima alle 8 per il 40% degli studenti, la seconda alle 10 per il 60% (ferme restando le percentuali di studenti che giornalmente saranno presenti a scuola).

Come avevamo già anticipato, questo comporterà anche una modifica dell’attuale orario di lavoro degli insegnanti. Ed inevitabilmente anche una diversa organizzazione del lavoro.

Rientro a casa più tardi

Iniziare le lezioni con orario sfalsato significa che ci saranno studenti (immaginiamo a rotazione) che termineranno più tardi le lezioni.

Un nostro lettore mette in evidenza

“1) I ragazzi arriveranno a casa verso le 15 tutti i giorni rendendo l’ ipotesi di studiare e svolgere dei compiti particolarmente irrealistica. Anche avere una qualunque vita slegata dalla scuola (Sport Cultura etc etc) diventerà particolarmente difficile.
2) I docenti che avevano la prima ora si troveranno improvvisamente invece alle sesta ora (sia che finissero alla seconda sia alla quinta) con un enorme aggravio del tempo scuola (ore buche). Ma i sindacati che ne pensano?

Siamo davvero sicuri che questa soluzione sia migliore della DAD degli ultimi 2 mesi?”

In realtà di “ingresso alle 10” per migliorare gli apprendimenti si parla da lungo tempo e in  tal senso ci sono stati anche degli esperimenti che hanno dato buoni risultati.

A scuola alle 10, gli studenti bresciani dicono no: significa uscire alle 15 e compromettere tempo studio

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