Rientro a scuola, da settembre potrebbe cambiare l’orario: lezioni dalle 7,30 o posticipate da 40/50 minuti. Scenari

Rientro a scuola a settembre con possibili modifiche nell’orario delle lezioni e ingressi scaglionati degli studenti per evitare assembramenti. Cosa dicono le linee guida ministeriali, esempi del nuovo orario scolastico dei sindacati, l’organizzazione di altri Paesi e i chiarimenti della ministra dell’istruzione Lucia Azzolina.

Nelle linee guida ministeriali viene data particolare importanza agli spostamenti per raggiungere le sedi scolastiche e, dunque, alla necessità di tenere conto degli orari di ingresso e uscita da scuola.

Le indicazioni prevedono l’arrivo degli studenti a scuola in modo scaglionato così da evitare assembramenti: “Le istituzioni scolastiche, ove interessate da un servizio di trasporto appositamente erogato per la mobilità verso la scuola, comunicano singolarmente o in forma aggregata all’Ente competente, anche per il tramite dell’Ufficio di ambito territoriale, gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche, tenendo a riferimento costante l’esigenza che l’arrivo a scuola degli alunni possa essere differito e scaglionato in maniera da evitare assembramenti nelle aree esterne e nei deflussi verso l’interno, nel rispetto delle ordinarie mansioni di accoglienza e di vigilanza attribuite al personale ausiliario”.

“Tra le misure di sistema  – si legge ancora nelle linee guida del 26 giugno – è necessario valutare anche l’eventuale impatto degli spostamenti correlati con la mobilità degli studenti. I dati ISTAT riportati nel ‘Documento tecnico sull’ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive in relazione al trasporto pubblico collettivo terrestre, nell’ottica della ripresa del pendolarismo, nel contesto dell’emergenza da SARS-CoV-2’ evidenziano elementi di criticità nelle grandi aree metropolitane, durante le giornate lavorative, nelle fasce orarie di punta del mattino e del pomeriggio, con profili giornalieri confermati anche dall’elaborazione dei dati di telefonia mobile delle principali città italiane. Pertanto, tra le azioni di sistema si ritiene opportuno valutare, per le scuole secondarie di II grado dei grandi centri urbani, una differenziazione dell’inizio delle lezioni al fine di contribuire alla riduzione del carico sui mezzi di trasporto pubblico nelle fasce orarie di punta (tra le 7:00 e le 8:30)“.

Orario scolastico da settembre

Seguendo le indicazioni del Piano scuola 2020/21, decreto MI 39, e gli esempi forniti dai sindacati nel documento diffuso durante la conferenza stampa dello scorso venerdì, si possono prospettare diversi scenari in base all’ordine e al grado di istruzione.

Scuole infanzia

Già ora l’ingresso dei bambini avviene in una fascia temporale “aperta” (che spesso raggiunge i 90 minuti: dalle 7,30 alle 9,00), fascia che – raccomandano le linee guida – potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell’orario scolastico. Da settembre si avrebbero moduli orari da 40 minuti (da attivare preferibilmente con 2 sezioni), ovvero 37,5 moduli ogni docente (25 ore).

Scuole primarie

Anche qui si dovranno evitare gli assembramenti. I dirigenti scolastici potranno quindi procedere anticipando un po’ l’ingresso degli alunni rispetto all’orario attuale (8/8,30) e posticipando quello di altri. Da settembre si potrebbero avere moduli orari da 40 minuti (da attivare su un corso intero), 33 moduli ogni docente.

Secondarie primo grado 

Moduli orari da 45 minuti (6 x 5 giorni o 5×6 giorni) – 24 moduli ogni docente. Per ogni classe residuano 10 moduli da 45 minuti da utilizzare per attività trasversali.

Secondarie secondo grado

L’organizzazione e l’orario variano, nei diversi indirizzi, in base alla presenza degli ITP o dei docenti di potenziamento. Esempio fornito dai sindacati: 42 moduli di 40 minuti + 12 pause di 10 minuti (6 giorni) – 24 moduli ogni docente. Sono previste classi divise in due gruppi ed entrate scaglionate e, laddove necessario, l’inizio delle lezioni viene differenziato per evitare la fascia oraria di punta 7/8,30. Qualora invece si decidesse di posticipare l’ingresso al mattino, si avrebbero uscite al pomeriggio ma comunque sempre in maniera scaglionata. Sulla possibilità delle lezioni dalle 7 alle superiori, su Orizzonte scuola, è intervenuto il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, che ha spiegato: “Orario d’ingresso flessibile non significa lezioni alle 7, significa mezz’ora in più o meno per evitare code agli ingressi”.

Per le scuole secondarie di secondo grado, le linee guida prevedono inoltre una fruizione per gli studenti, opportunamente pianificata, di attività didattica in presenza e, in via complementare, didattica digitale integrata.

Si ricorda che le scuole possono scegliere in base alle esigenze del territorio, alla disponibilità di insegnanti e collaboratori scolastici, alla prospettiva della rimodulazione della proposta didattica.

Azzolina: monte ore non cambia

La ministra Azzolina in un’intervista al Fatto quotidiano ha chiarito che “Alcune scuole potrebbero decidere di portare l’unità oraria da 60 a 50 minuti per avere maggior flessibilità organizzativa. Ma quei 10 minuti  vengono recuperati, ‘restituiti’ agli studenti. Il monte orario non  cambia” e che quelle “che avranno necessità di organizzare ingressi scaglionati  terranno conto delle necessità delle famiglie e adotteranno ogni  accorgimento possibile, per esempio impiegando tutti gli ingressi degli istituti”.

Cosa succede in altri Paesi

Sempre per quel che riguarda gli orari, questo è ciò che è previsto in altri Paesi.

Belgio: i movimenti di gruppo all’interno della scuola devono essere limitati al minimo (pianificazione pausa, pranzo, ricreazione e orari separati per entrare e uscire da scuola, rispettando sempre la distanza sociale di 1,5 m)

Germania: se necessario, riprogrammare gli orari delle lezioni e delle pause

Olanda: gli alunni svolgeranno il 50% dell’orario di insegnamento in classe e il rimanenti 50% del tempo a distanza.

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