Rientro a scuola, Conte scioglie il nodo: in aula a settembre senza interruzioni

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Rientro a scuola a settembre senza interruzioni per le elezioni: sì dal Premier Giuseppe Conte

Si scioglie così il nodo elezioni, che tanto aveva fatto discutere in questi giorni trovando d’accordo e in disaccordo i diversi governatori delle Regioni.

Il Partito democratico già ieri aveva avanzato l’idea di spostare i seggi elettorali in altre sedi fuori dalle aule scolastiche, con la proposta della responsabile scuola Pd Camilla Sgambato di andare a votare nei gazebi o nelle caserme. Oggi Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e segretario del Pd, durante una videoconferenza dall’Ospedale Spallanzani di Roma, ha espresso la volontà di non interrompere le lezioni a scuola e spostare i seggi elettorali fuori dalle scuole. “Sarebbe bene uno sforzo, anche per tutelare la salute di tutti, che i seggi elettorali si tengano in luoghi il più possibile questa volta separati dalle scuole per tenere le elezioni in altri luoghi pubblici che non siano le scuole ed evitare di interrompere il ciclo scolastico all’apertura del nuovo anno”.

L’idea è stata condivisa dalla viceministra Ascani che ha ringraziato Zingaretti per l’appello: “Dobbiamo fare tutti insieme uno sforzo affinché per i seggi elettorali si trovi, ove possibile, una soluzione alternativa alle classi, così da non interrompere le lezioni”.

Il Presidente del Consiglio, nel punto stampa a Villa Pamphilj, ha spiegato che la proposta del Pd di trovare altri locali da adibire a seggi elettorali “è una buona idea”. “La ministra Lamorgese si adopererà per trovare locali alternativi – ha affermato Conte – così l’anno scolastico può iniziare senza interruzioni”.

“La sensibilità al tema del Presidente del Consiglio dimostra che possiamo lavorare nella direzione giusta. Nella giornata di ieri, avevo sottolineato la necessità di trovare soluzioni nuove per garantire tanto il diritto al voto quanto quello alla scuola”, ha commentato la deputata M5S Vittoria Casa.

La data che il Ministero dell’istruzione proporrà alle Regioni per l’inizio delle lezioni è il 14 settembre, data che troverebbe l’accordo le Regioni.
Negli ultimi giorni si era aperto un dibattito sulla ripartenza dell’anno scolastico 2020/21, diversi governatori si erano mostrati contrari ad aprire le scuole per poi richiuderle dopo pochi giorni per le elezioni. Il presidente della Liguria Toti ha chiesto oggi di andare al voto il 6 settembre o il 13, purché si eviti “questo balletto assurdo”.

L’anno scolastico a settembre si aprirà infatti con una grande responsabilità: mesi di lockdown alle spalle, di didattica a distanza, di studenti non raggiunti dalle lezioni da remoto. La parola d’ordine sarà “recupero”, della normalità prima di tutto.

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