Rientro a scuola con orari scaglionati, un disastro. Lettera

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inviata da Barbara Bonacini – Sono una insegnante di liceo e sono madre di un ragazzo che frequenta la terza.  La nostra scuola si trova in un paese di montagna e raccoglie ragazzi provenienti da tante zone diverse, dalla collina all’alto crinale.

Per molti studenti entrare alle 9.30 e uscire alle 14.50 significherebbe rientrare a casa non prima delle 16-16.30 e dunque non avere più il tempo né l’energia per potere studiare, fare esercizi, riflettere e rielaborare quanto appreso a scuola. Si è sempre detto che la DAD è poco democratica, perché non mette tutti nelle stesse condizioni di imparare.

Anche gli orari scaglionati darebbero enormi disagi agli studenti pendolari, mentre sarebbero del tutto superabili per quelli che abitano nel paese dove è ubicata la scuola. Anche in questo caso non tutti sarebbero nelle stesse condizioni! E la stessa cosa vale anche per le scuole di città, perché anche in quel caso ci sono studenti che arrivano da lontano.

In DAD, la scuola ha distribuito devices agli studenti che ne avevano necessità e in molti casi, dunque, restare in pari e studiare è diventata una scelta. Con un rientro a casa alle 16.30, d’inverno, dopo essere stati fuori dal mattino e non aver pranzato in modo regolare…anche i ragazzi diligenti e studiosi non sarebbero nelle condizioni fisiche di studiare.

I ritmi biologici di questi ragazzi, in fase di crescita, verrebbero completamente alterati. Molte scuole non sono dotate di spazi idonei, di sale mensa, di luoghi dove poter pranzare in sicurezza.

I banchi sono molto vicini ( 1 m tra le rime buccali, nel rispetto delle normative) e i ragazzi, lo sappiamo, non sono statue… Come potrebbero pranzare in classe in sicurezza, ovviamente senza mascherina?

Non possiamo certo pensare di portare le classi a pranzare in cortile, a gennaio!!! E poi dobbiamo evitare gli assembramenti.

Quindi quale è la soluzione? Non farli pranzare affatto?

Immaginiamo poi questi ragazzi seguire una lezione di matematica, di latino, di inglese….dalle 13.50 alle 14.50, a stomaco vuoto.

La scuola deve garantire il benessere psicofisico degli studenti, anche e soprattutto in tempi di pandemia. Questi orari li sottoporrebbero ad uno stress insopportabile e anche l’apprendimento verrebbe completamente compromesso, insieme, probabilmente, a molte delle loro difese immunitarie.

Quindi è decisamente preferibile una DAD al 50 per cento senza scaglionamento orario. Venendo a scuola in certe giornate, comunque, gli studenti manterrebbero i legami relazionali con i compagni e con i docenti e sarebbero chiamati a rispondere dei loro progressi di apprendimento attraverso verifiche attendibili, svolte nella massima serenità.

La scuola chiede certezze che ora nessuno può dare. Ma quello che si può fare è mettere al centro gli studenti, tutti gli studenti, e guardare le cose dal loro punto di vista. Il benessere a scuola è un diritto di tutti.

Rientro a scuola 7 gennaio: forse troppo presto, in ogni caso meglio poche ore integrate dalla DAD, no uscite a orari assurdi

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