Proposte per riapertura scuole, Chimienti: se ci sarà ancora rischio contagio, libertà di scelta tra didattica in presenza e online

di redazione

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Di Silvia Chiemienti, ex parlamentare M5S – “Elaborate dal gruppo di lavoro composto da: Barbara Azzarà (docente di matematica e fisica nel Liceo Cottini di Torino), Marcella Biserni (docente di lingua e civiltà spagnola nel liceo Fracastoro di Verona), Silvia Chimienti (docente di materie letterarie nella scuola secondaria di I grado Marconi di Torino), Nicola Iannalfo (dirigente scolastico dell’I.C. Val di Vara, SP), Antonio Saccoccio (docente di lettere e latino presso Liceo Scientifico “Innocenzo XII” di Anzio – RM), Daniela Servello (docente di musica nel Liceo musicale Chris Cappell di Anzio – RM), Angelica Trenta (docente di storia e filosofia nel Liceo classico Tacito di Terni), Petra Gagliardi (IC Baccio da Montelupo di Montelupo fiorentino – FI), Claudia Angotti (Scuola dell’infanzia Bambi di Chivasso – TO), Mario Pireddu (Docente di Tecnologie per la Formazione, Università della Tuscia)”

Le seguenti indicazioni non hanno la pretesa di poter risolvere tout court la grave emergenza che deve affrontare oggi la scuola italiana, ma vogliono essere un contributo aperto alle integrazioni e alle proposte di docenti, dirigenti, studenti, famiglie.

Se a settembre (e tutti ce lo auguriamo) il Comitato Tecnico Scientifico riterrà ormai assente il rischio di contagio, potremo riprendere a frequentare gli edifici scolastici senza problemi così come abbiamo fatto fino a febbraio di quest’anno.

Se, al contrario, riterrà impraticabile la ripresa delle lezioni in aula, dovremo continuare ad affidarci unicamente alla didattica digitale. In questo caso sarà importante focalizzare l’attenzione sulle potenzialità e criticità emerse con la didattica online che abbiamo sperimentato da marzo a giugno (che è stata una “didattica d’emergenza”) e sulla riduzione delle criticità.

Molto più probabile appare, almeno per ora, una terza possibilità, in cui l’epidemia sarà sotto controllo ma sarà presente ancora il rischio di contagio: in questo caso la soluzione che si prospetta sarà, almeno per la scuola secondaria, una didattica mista, in parte digitale e in parte in presenza, con modalità differenti a seconda dell’età degli studenti e del ciclo scolastico. Soprattutto a quest’ultima possibilità, che sarebbe la più complicata da gestire dal punto di vista organizzativo e didattico, sono dedicati i seguenti 11 punti:

1. Tutelare la salute come “fondamentale diritto dell’individuo” (art. 32 della Costituzione). Non esporre a rischi la salute degli studenti e delle loro famiglie. Si potrà tornare negli edifici scolastici solo creando condizioni di sicurezza per tutti.
Mappatura degli studenti, dei docenti e del personale ATA con patologie a rischio Covid (sotto forma di attestazione medica certificata), da effettuarsi entro la fine del mese di luglio e con massima tutela della privacy.

2. Prestare massima attenzione all’uguaglianza sostanziale e al diritto all’istruzione (articoli 3 e 34 della Costituzione). Rimuovere gli ostacoli che rendono impossibile il “pieno sviluppo della persona umana”, mediante aiuti agli studenti che ne hanno bisogno. Massima attenzione agli alunni in condizioni di disabilità e di svantaggio anche attraverso l’assunzione immediata di tutti i docenti specializzati sul sostegno.

3. Autonomia delle singole scuole in base alle risorse umane e agli spazi disponibili.

4. La priorità è offrire alle studentesse e agli studenti il miglior ambiente di apprendimento possibile. È evidente che per raggiungere questo obiettivo anche i docenti dovranno essere messi nelle condizioni migliori per poter esercitare il loro lavoro. L’ambiente di apprendimento dovrà quindi essere sicuro e in grado di ospitare per diverse ore gli studenti, ma dovrà anche essere funzionale alle attività educative.
5. In assenza di aule per svolgere le lezioni dare priorità alle classi della scuola primaria e poi della scuola secondaria di primo grado. Per la secondaria di secondo grado dare precedenza alle classi prime.

6. Sicurezza delle attività in aula
Ridurre al minimo gli studenti che nello stesso giorno frequentano le lezioni nello stesso edificio scolastico (questo vale soprattutto per le scuole che ospitano quotidianamente centinaia di studenti nello stesso plesso), anche accorpando le ore delle singole discipline in un unico giorno, per evitare continui spostamenti e turnazioni nelle aule, con conseguenti rischi e perdite di tempo.
Rimodulazione delle lezioni in aula. Numero di alunni presenti in aula ridotto in funzione del numero e del tipo di aule a disposizione. Non è utile far seguire la stessa lezione in presenza da alunni connessi a distanza per motivi di natura didattica e tecnica.
Inoltre non bisogna ridurre la durata delle singole lezioni in aula, perché la lezione, già complicata a causa delle misure di sicurezza, rischierebbe di essere ridotta a poco più di uno spot, diventando improduttiva in termini didattici ed educativi.

7. Potenziamento della didattica online (impropriamente denominata “a distanza”)
7a. Risolvere le principali criticità emerse in questi mesi di didattica online: A) dispositivi e connessione veloce e gratuita per studenti e docenti; B ) potenziamento delle infrastrutture di rete; C) formazione dei docenti al digitale; D) piattaforme e classi virtuali preferibilmente open source.
7b. Investire in modo strutturale e non episodico sulla didattica online, sfruttandone al meglio i punti di forza: A) abbandono definitivo delle logiche emergenziali; B ) percorsi di apprendimento centrati sul coinvolgimento dello studente attraverso interazione, lavoro collaborativo e progettualità in rete, personalizzazione e valutazione formativa, multimedialità, interdisciplinarietà, risorse educative aperte, flessibilità di spazi e tempi; C) aumentare e integrare anche la didattica offline per educare alla cittadinanza digitale e favorire l’acquisizione di competenze, digitali e non, per il XX secolo.

8. La somma delle attività in aula e digitali non dovranno configurare un incremento del monte orario e del lavoro ordinario per gli studenti e i docenti.
Docenti e studenti delle scuole secondarie dovranno svolgere una parte dell’orario in aula e una parte in attività digitali sincrone e asincrone (ad es. ogni settimana su 4 ore complessive di una materia 2 ore in aula e 2 a distanza, oppure 1 ora in aula e 3 a distanza, a seconda del tipo di istituto, della disciplina e della classe).

9. Libertà di scelta tra apprendimento in aula o online.

10. Impiego dei docenti a seconda delle caratteristiche e competenze: il docente più competente nelle attività digitale può occuparsi della didattica online; il docente più competente nelle attività in aula può occuparsi della didattica in presenza.

11. Per la scuola primaria e dell’infanzia l’attività in presenza è prioritaria, quindi occorre assumere docenti e recuperare aule scolastiche al fine di garantire a tutti gli studenti la possibilità di frequentare in aula le lezioni. È impossibile immaginare che i bambini della fascia 0/6 possano mantenere rigorosamente il distanziamento fisico e quindi andrà definito un patto di corresponsabilità con le famiglie e tutela specifica per educatori e gli insegnanti. L’obbligo di definire piccoli gruppi di studenti per educatore/insegnante, inoltre, comporterebbe l’impossibilità di riaprire per molte strutture paritarie (comunali comprese) e private; pertanto, sarebbe più opportuno procedere, come per gli altri ordini di scuola, basandosi sulla metratura degli spazi.
Favorire la ripresa di micronidi e la creazione di microcomunità con patto tra le famiglie.
Poiché la riduzione del numero di alunni per insegnante richiederà necessariamente l’aumento del numero di insegnanti a disposizione, sarà probabilmente necessaria l’eliminazione del tempo pieno. In questo modo, tutto il corpo docente potrà essere utilizzato al mattino. Per ovviare alla necessità delle famiglie che dimostrino di non avere altre possibilità, si definiranno patti con le aziende per favorire il lavoro da casa.

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