Rientro a scuola, Chimienti: assumere tutti i docenti specializzati sul sostegno, materie teoriche in DAD e laboratori in presenza

di redazione

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“ECCO LE NOSTRE PROPOSTE (prof.sse Marcella Biserni, Barbara Azzarà, Silvia Chimienti, Daniela Servello, Angelica Trenta, prof. Antonio Saccoccio, d.s. Nicola Iannalfo)

Ho costituito un piccolo gruppo di docenti e dirigenti scolastici e in queste ultime settimane abbiamo lavorato a una serie di proposte per la riapertura delle scuole a settembre.
A brevissimo pubblicheremo il documento completo che abbiamo già presentato alla ministra Lucia Azzolina ma che vorremmo fosse lo spunto per un confronto più ampio con il mondo della scuola.
La premessa fondamentale è che la scuola in presenza non è lontanamente paragonabile a quella a distanza perché consente socialità, azione educativa, scambio, relazione. Tutti noi speriamo si possa presto tornare a fare scuola in presenza.
Tuttavia, secondo noi, l’apertura a settembre non potrà avvenire se non in condizione di assoluta sicurezza, il che significherà dispositivi forniti a tutte le scuole, misurazione della temperatura all’ingresso, ingressi separati e scaglionati, distanziamento, sanificazione degli ambienti.
Crediamo che a tutto ciò si dovrebbe aggiungere una mappatura (entro luglio) dei docenti e ATA immunodepressi o con patologie a rischio e l’accertamento della situazione vaccinale dei bambini da parte delle ASL.
Posti questi presupposti, si renderà necessario garantire il distanziamento tra gli alunni e, contemporaneamente, tutelare il diritto allo studio per tutte e tutti.
Per noi, è fondamentale potenziare e migliorare la DAD che, in moltissimi casi, si è rivelata un’esperienza molto positiva che ha costretto noi docenti a misurarci con strumenti e potenzialità che prima ignoravamo o sottovalutavamo.
Inoltre la Dad ha mostrato notevoli potenzialità didattiche, soprattutto per gli studenti della secondaria (sviluppo di una comunicazione più interattiva e meno trasmissiva, apprendimento più orientato alla multimedialità e interdisciplinarietà, incremento delle competenze digitali, potenziamento della valutazione formativa).
Bisogna garantire a tutti le stesse condizioni di partenza:
– device e dispositivi gratuiti ai meno abbienti
– connessione per tutti (abbiamo proposto che il MIUR stipuli convenzioni con i gestori telefonici per fornire giga illimitati a docenti e alunni)
Le scuole dovranno esercitare al massimo la loro autonomia perché ogni territorio è differente: il MIUR non potrà normare i turni, ma solo fornire linee guida generali.
La didattica mista deve prevedere una grande flessibilità: bisogna superare la rigida suddivisione tra materie e la scansione oraria così come la conosciamo.
I DOCENTI E GLI STUDENTI NON DOVRANNO LAVORARE DI PIÙ, come talora avvenuto in questo periodo. Le ore di lavoro in presenza diminuiranno per i docenti che svolgono parte della didattica a distanza.
Scuola secondaria di primo e secondo grado:
Tutte le materie per cui è possibile fare un buon lavoro a distanza, dovranno prevedere solo alcuni momenti di presenza (per verifiche, interrogazioni, attività in piccoli gruppi, uscite didattiche).
Gli spazi resteranno così a disposizione per le materie che richiedono la presenza fisica (laboratori, attività pratiche) e, negli istituti comprensivi, potranno essere utilizzati dai bambini della primaria. Riteniamo importante garantire una maggiore presenza alle classi prime che vanno accolte in un contesto nuovo.
Scuola primaria:
La presenza è fondamentale. In piccoli gruppi, i bambini si recheranno a scuola o in spazi messi a disposizione dagli enti del territorio. Il tempo pieno (laddove c’è) potrà temporaneamente essere abolito per garantire la presenza di maestre al mattino. Le famiglie andranno comunque supportate attraverso strumenti di welfare.
La DAD deve essere inclusiva. La scuola deve ripartire dai soggetti più svantaggiati e a rischio dispersione (non solo BES, ma anche e soprattutto situazioni familiari precarie con genitori poco presenti e mancanza di mezzi).
La DAD funziona benissimo con i ragazzi più grandi (molto meno con i bambini della primaria), con chi è seguito dalla famiglia e con chi aveva buoni risultati già in presenza. Ma non ci si può permettere di lasciare indietro qualcuno.
Per questo motivo riteniamo indispensabile:
– che ogni Cdc individui (come già è stato fatto in questi mesi) le situazioni a rischio dispersione e operi in tutti i modi per recuperare questi ragazzi;
– che si assumano immediatamente tutti gli specializzati sul sostegno, in modo da garantire il rapporto uno a uno con gli alunni con certificazione di disabilità;
– che si trasferiscano tutti i docenti di potenziamento su posto comune in modo da consentire la didattica in piccoli gruppi.
“Chiediamo di incentivare l’uso di piattaforme e software open source, evitando di affidarsi unicamente a piattaforme e software proprietari”
Gli organici ATA vanno aumentati, così come quelli del personale docente. Per questo servono risorse nuove dal MEF.
I docenti devono spostarsi il meno possibile, completando il loro orario su una sola scuola, non su scuole diverse, per contenere il rischio di nuovi contagi.
Le telecamere in classe (mentre un gruppo fa lezione, l’altro gruppo segue da casa) non sono ipotizzabili e non risolvono il problema delle classi pollaio. Seppur a distanza gli alunni resterebbero 25 o 30, ma sarebbe ancora più difficile seguirli.
Per quest’anno, le risorse del FIS vanno inserite in contrattazione (CIN) per retribuire maggiormente gli insegnanti, in vista della riprogettazione didattica a cui saranno costretti.
Gli INVALSI non sono utili a risolvere l’eventuale gap formativo dovuto ai mesi di sospensione dell’attività. Gli insegnanti vanno messi in condizione di ripartire subito e al meglio, tempo e risorse non vanno sprecati per progetti inutili e INVALSI.
I dimensionamenti vanno bloccati per l’anno 21/22 e le reggenze vanno bloccate per l’anno 20/21.
Queste sono alcune delle nostre proposte. Cosa ne pensate?”

E’ quanto ha scritto l’On. Chimienti in un post su FB.

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