Rientro a scuola, Anp Sicilia: chi sostituirà docenti e ATA “fragili”, chi svolgerà attività fuori dalle aule?

Maurizio Franzò ANP Sicilia – In attesa della conferenza stato regione e delle eventuali proposte migliorative rispetto alla prima bozza elaborata dal Ministero queste le posizioni dell’ANP Sicilia sintetizzate dal presidente, il dirigente scolastico Maurizio Franzò.

Il Consiglio Regionale ANP, riunitosi giovedì 25 giugno, ha discusso sulle ipotesi dell’avvio dell’anno scolastico.

Nell’analizzare il documento proposto dal Ministro, ha ribadito che tale impostazione non offre, di fatto, alcuna soluzione utile.

Tale documento appare un semplice richiamo all’applicazione delle potenzialità che ha ogni istituzione scolastica in relazione all’autonomia didattica ed organizzativa, ma nulla indica quale elemento utile per affrontare in sicurezza il prossimo anno scolastico.

Se dovesse permanere tra gli alunni, di qualunque grado di istruzione, la necessità del “distanziamento”, tale implicazione determina delle responsabilità in capo al personale scolastico che non possono essere accolte se non in un quadro di tutela legislativa che ad oggi non ci è dato da sapere.

Per chiarire in modo inequivoco l’aspetto, deve apparire chiaro che il “distanziamento” durante le attività didattiche, non è facilmente controllabile dal personale scolastico durante le fasi ordinarie che si svolgono nel quotidiano attività scolastiche.

Basti pensare alle dinamiche esistenti nella scuola dell’infanzia o nelle classi del primo ciclo, per non parlare di come possa essere assicurata la vigilanza durante i cosiddetti “cambi d’ora” con particolare riferimento alla scuole medie di primo grado e nelle scuole di secondo grado.

A tale criticità se ne aggiungono altre che di seguito si riportano e che sicuramente non sono esaustive:

1. Nella scuola del primo ciclo non è indicata la possibilità di svolgere attività didattica a distanza con conseguente necessità di svolgere tutto in presenza. Appare già qui, in tutta la sua evidenza, il primo problema: gli spazi attualmente in uso non sono assolutamente in grado di assorbire l’utenza con il distanziamento necessario e, nell’eventualità che alle scuole si forniscano ulteriori locali, sorge un secondo problema legato alla mancanza di personale docente necessario per lo svolgimento dell’attività didattica per quegli studenti che non sono nelle aule dedicate e alla mancanza di personale necessario per le pulizie.

2. Non si dà indicazione su come si deve operare nei confronti dei docenti che potrebbero essere classificati “fragili” ed in particolare, venendo meno la possibilità della didattica a distanza nelle scuole del primo ciclo, non viene indicato se tale personale debba essere utilizzato in altri compiti con possibilità di sostituzione dello stesso utilizzando il personale con contratto a tempo determinato.

Pertanto ancor prima di affrontare le possibili soluzioni organizzative che ogni istituzione scolastica può realizzare grazie all’autonomia organizzativa e didattica, rimangono da affrontare e sciogliere i seguenti nodi principali:

1) Fornire alle scuole locali idonei utili ad assicurare a tutti gli alunni la possibilità di stare a scuola in presenza;
2) Fornire alle scuole il personale utile, incrementandolo, per assicurare agli alunni presenti a scuola, ma non nelle aule, lo svolgimento di attività didattiche coerenti con le finalità proprie della scuola;
3) Definire come debba essere sostituito, nelle mansioni proprie, il personale dichiarato “fragile” ma necessario allo svolgimento dell’attività scolastica.

Le linee guida nazionali

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