Rientro a scuola, ancora caos. Le mascherine dividono: Regioni ed esperti “Impossibile tenerle per molte ore”

Mancano pochi giorni al rientro a scuola, ma restano ancora incertezze. Non c’è accordo tra Regioni e Governo, mentre permangono divergenze sull’uso delle mascherine in classe.

Il 1° settembre si parte con il recupero degli apprendimenti, il 14 settembre (tranne alcune eccezioni) inizia l’anno scolastico con l’avvio delle lezioni. Mancano, a conti fatti, circa sei giorni al rientro degli studenti in aula. Tutto chiaro sulle modalità? A quanto pare no, a partire dal “caos trasporti” messo in evidenza oggi durante la riunione tenutasi tra Governo e Regioni. Per domani è fissata intanto una seduta straordinaria della Conferenza Regioni e Province autonome.

L’ennesima riunione con il governo si è conclusa con un nulla di fatto. Dobbiamo far muovere milioni di persone e sappiamo benissimo che di qua al 14 settembre non ci sono risorse materiali di implementare il servizio Tpl”, ha lamentato il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti.
Se non si interviene in questi giorni chiarendo i limiti delle capienze sul trasporto pubblico locale si rischia il caos” è il monito del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Ma a tenere banco in queste settimane è l’utilizzo delle mascherine in classe durante le ore di lezione. Il Cts è stato chiaro: le mascherine vanno usate dove non è possibile tenere il distanziamento per tutti coloro che hanno più di sei anni di età. Su questo punto dovrebbero arrivare maggiori dettagli venerdì 29, quando si terrà una nuova riunione del Cts.

Nel frattempo sono tante e diverse le idee degli esperti: alcuni totalmente contrari, altri positivi per l’uso dei DpI in classe.
Il commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha annunciato che sta iniziando la distribuzione di mascherine e di gel igienizzante. “Noi forniremo 10 milioni di mascherine gratuite al giorno alle scuole italiane perché studenti e personale possano avere a disposizione, nei momenti in cui il distanziamento non è garantito, un dispositivo di protezione individuale”, ha ricordato, a margine di un evento a Treviso, la vice ministra Anna Ascani.

Si oppone all’uso delle mascherine da parte dei bambini il pedagogista Daniele Novara: “Sarebbe come chiedere ai calciatori di non correre mentre sono in campo. Ma così il campionato non avrebbe mai potuto ripartire. Il fatto è che la scuola, a differenza del calcio, si è lasciata commissariare: invece di farsi consigliare dagli esperti per poi decidere di testa propria si è ridotta a prendere ordini dal sistema medico-sanitario”.
Nel caso si imponesse la necessità dell’utilizzo delle mascherine anche in classe per gli studenti, laddove dunque non fosse possibile il distanziamento, si potrebbe valutare l’utilizzo dei dispositivi di protezione in maniera differenziata a seconda delle situazione e dei territori, attraverso specifici parametri di riferimento che potrebbero essere variabili a seconda degli indici di contagio e di eventuali focolai”: è questa la proposta che hanno fatto le Regioni oggi in videoconferenza. “Mi sembra poco proponibile tenere i bambini seduti con una mascherina per molte ore”, ha sottolineato Toti.

Secondo Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università degli Studi di Milano, “sarebbe opportuno che i ragazzi portassero la mascherina in aula ma è impossibile farlo per 5 ore consecutive”.

Di parere opposto Pierluigi Lopalco, epidemiologo presso l’Università di Pisa, che ritiene che “il beneficio della mascherina nei bambini esiste, sarebbe utile educare e addestrare i bambini a utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale negli ambienti scolastici, così da ostacolare la trasmissione del virus”.

Dubbi anche da parte dei presidi sull’età e l’utilizzo della mascherina. “Cosa fare nel caso di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e hanno già compiuto 6 anni e, per converso, cosa fare nel caso di alunni che frequentano la scuola primaria e ancora non hanno compiuto 6 anni?” chiede Antonello Giannelli, presidente dell’Anp.

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