Rientro a scuola a singhiozzo, lunedì ripartono in presenza 5 regioni. Sindacati chiedono sicurezza e certezze

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Il rientro a scuola continua ancora a singhiozzo specialmente per le superiori: da lunedì in aula gli studenti di altre 5 regioni. I sindacati del comparto Scuola chiedono certezze e sicurezza per alunni e personale scolastico.

Lunedì 25 gennaio sarà il turno degli studenti delle superiori di Umbria, Liguria, Marche, Lombardia e delle secondarie di primo grado della Campania. Rientro in aula anche per gli alunni lombardi di seconda e terza media appena passati in zona arancione.

Attesa per il 1° febbraio la riapertura delle scuole superiori di Campania, Puglia, Sardegna, Basilicata, Veneto, Calabria, Friuli Venezia Giulia. Già in classe gli studenti della Valle d’Aosta, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise, Lazio. Gli studenti della Sicilia, in zona rossa, sono invece in didattica distanza dalla seconda media alle superiori. A Bolzano, nonostante l’area rossa, la scuola continua in presenza.

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Sindacati chiedono certezze

Le Regioni procedono in ordine sparso usando criteri per la ripresa delle attività didattiche estremamente differenziati e adottando misure di prevenzione diverse, che disorientano alunni, personale e famiglie“, commenta il Segretario Generale dello Snals, Elvira Serafini.

La scuola avverte sempre di più la mancanza di indicazioni chiare e univoche – aggiunge -, sia sul piano nazionale che su quello locale. Sarà ovviamente il caso, dopo la fine dell’emergenza, di ripensare agli assetti attuali dello Stato e delle Autonomie. Adesso occorre dare indicazioni che possano essere valide e soprattutto vincolanti per tutto il territorio nazionale in ragione delle specifiche situazioni epidemiologiche. A tal riguardo occorre che i criteri di valutazione del rischio siano definiti a livello nazionale su base scientifica e non con rilevazioni empiriche, per diventare effettivamente vincolanti sul piano
pratico“, conclude Serafini.

L’errore, in questa situazione così diversificata, è che il governo non è stato in grado di gestire insieme alle regioni un’operazione che non poteva essere svincolata“, afferma Pino Turi, Segretario della Uil Scuola, che chiede vaccini e di rivedere i Dpi distribuendo nelle scuole mascherine Ffp2 per il personale scolastico, perché “non c’è ristoro che tenga di fronte alla morte“.

Prosegue la protesta

E prosegue la protesta del comitato Priorità alla Scuola. Domani manifestazioni in 23 città: Firenze, Milano, Roma, Bologna, Genova, Napoli, Cremona, Prato, Bari, Massa Carrara, Salerno, Modena, Reggio Emilia, La Spezia, Pisa, Trieste, Mantova, Catania, Siracusa, Ancona, Vicenza, Padova, Venezia. “Il 25 gennaio è il giorno in cui chiudono le iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2021-22. Questa data rappresenta l’occasione giusta per porre fine alle cosiddette “classi pollaio”, la riduzione del numero di alunni per classe è una condizione prioritaria per garantire una scuola di qualità per tutti, insieme all’incremento degli spazi scolastici e dell’organico di docenti e personale ATA“, scrivono in una nota.

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