Rientro a scuola a settembre, Salvini: si tornerà divisi, a distanza, in classe o a casa?

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Dubbi e incertezze sull’avvio del nuovo anno scolastico e soprattutto sul rientro di alunni e docenti a scuola a settembre. Perplessità anche dal leader della Lega Salvini.

Il governo pensa di far andare a scuola i ragazzi l’ultimo giorno, per salutare le maestre. Lo stesso governo non ha ancora spiegato a studenti, famiglie e professori come e quando riprenderanno le lezioni a settembre, in classe o a casa, insieme o divisi, sui banchi o a distanza. Pericolosi incapaci“. A dirlo il leader della Lega Matteo Salvini.

La viceministra Anna Ascani ha ribadito più volte la volontà di permettere agli studenti, specie quelli dell’ultimo anno, di poter andare a scuola per un saluto l’ultimo giorno. Ma il Comitato tecnico scientifico, incaricato dal Ministero di stabilire le regole per il rientro a scuola a settembre, non ha dato risposte certe in merito.

Il Cts ha tuttavia fornito un documento nel quale spiega le norme da adottare per il rientro in aula di studenti, docenti e di tutto il personale scolastico. Tra i cardini del documento ci sono il distanziamento fisico, le misure di igiene e prevenzione. Il Cts dà anche delle indicazioni sul consumo dei pasti a scuola e spiega che esso va assolutamente preservato, ma sempre garantendo il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, dei tempi (turni) di fruizione e, in forma residuale, anche attraverso l’eventuale fornitura del pasto in “lunch box” per il consumo in classe.

Prima della riapertura della scuola, spiega ancora il Cts, sarà prevista una pulizia approfondita di tutti gli spazi. Mentre per gli alunni della scuola dell’infanzia non è previsto l’obbligo della mascherina perché sotto i sei anni di età. Non si rilevano  indicazioni precise sul numero di studenti per classe, e forse è questo il punto che fa più discutere al momento, né se si alternerà la didattica a distanza con quella in presenza.

Sul rientro a scuola è intervenuto anche il deputato di Forza Italia Roberto Novelli, che in una nota esprime i propri dubbi: “Mancano circa cento giorni all’inizio del nuovo scolastico: non è ammissibile che dal governo non giungano direttive precise su come i bambini e i ragazzi potranno tornare a scuola. Non è ammissibile che tutto sia demandato ai comuni. Il piano A deve permettere agli alunni di riprendere le lezioni in presenza, tutti insieme, grazie a nuovi spazi adeguati e la organizzazione del trasporto pubblico locale. Spazi pubblici – penso alle tante caserme dismesse nel FVG – o immobili privati che devono essere individuati nel giro di pochi giorni, così da permettere una programmazione dei lavori di adeguamento. Il tempo corre veloce, il governo non può permettersi di sprecarne altro e declinare le sue responsabilità: gli alunni hanno il diritto di tornare a scuola e le famiglie hanno il diritto di sapere come sarà la ripresa“.

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