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Rientro a disposizione dopo il 30 aprile per 150/90 gg. di assenza: come si considerano i giorni di sospensione delle lezioni

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Il rientro del docente dopo il 30 aprile segue dei criteri stabiliti dal CCNL/2007 ancora in vigore. Come si calcolano i 150/90 gg. di assenza continuativa?

Natalia scrive

sottopongo il mio caso sperando possa aiutarmi a far luce su una questione complessa. Ho usufruito di astensione obbligatoria per maternità fino al 19/08/18 e poi di ferie e di congedo parentale fino al 19/02/19, con ripresa di servizio “fittizia” durante le vacanze di Natale. Dal 19/02 sono rientrata in servizio con orario ridotto per allattamento e mi sono state tolte 2 classi terminali (secondaria 1^ grado), sulle quali, pertanto, non sono mai rientrata e sulle quali è rimasta la supplente che mi aveva sostituito durante il congedo. Il 19/04 finirà il periodo di riposo per allattamento, ma quel giorno cadrà in mezzo al ponte per le vacanze di Pasqua, 25 aprile ecc. e io dovrei rientrare in servizio a pieno regime il 29/04, anche sulle classi terminali. Se io chiedessi 2 giorni di congedo parentale il 29 e 30/04, rientrando quindi in servizio il 2/05, sarebbe possibile non riavere le due classi terminali e rimanere a disposizione? Grazie mille, Natalia .

La normativa

L’art 37 del CCNL/2007 dispone che “al fine di garantire la continuità didattica, il personale docente che sia stato assente, con diritto alla conservazione del posto, per un periodo non inferiore a centocinquanta giorni continuativi nell’anno scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione dell’attività didattica, e rientri in servizio dopo il 30 aprile, è impiegato nella scuola sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima.

Per le medesime ragioni di continuità didattica il supplente titolare che rientra dopo il 30 aprile è mantenuto in servizio per gli scrutini e le valutazioni finali. Il predetto periodo di centocinquanta giorni è ridotto a novanta nel caso di docenti delle classi terminali”.

Vacanze di Natale e Pasqua

Dalla dizione letterale della norma si evince chiaramente che i periodi di sospensione dell’attività didattica rientrano nel computo dell’assenza continuativa del docente, e che l’inclusione di tali periodi nella norma ha lo scopo di garantire la continuità didattica agli alunni, fondamentale per il loro successo formativo e didattico.

Conclusioni

La collega che ci scrive non è rientrata in effettivo serviziosupp, e né lo farà, nelle classi. Ciò basta affinché il supplente sia mantenuto in servizio fino al termine delle lezioni (più scrutini ed esami) e la docente resti a disposizione dopo il 30 aprile per quelle ore.

Pertanto, nel caso in questione, non c’è dubbio che il supplente debba rimanere per continuità didattica sul posto ricoperto per gli scrutini e per le valutazioni finali, mentre il titolare, che rientra in servizio per quelle ore, è impiegato nella sede di servizio in supplenze o nello svolgimento di interventi didattici ed educativi integrativi e di altri compiti connessi con il funzionamento della scuola medesima.

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