Riduzione stipendi docenti non statali. Consenso dei sindacati, ma solo per le cattoliche

di redazione
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red – ANINSEI (Associazione Nazionale Istituti Non Statali di  Educazione e di Istruzione), in un comunicato attacca i sindacati ed in particolare la FLCGIL: "meraviglia questo intervento a gamba tesa dei sindacati in un settore particolarmente in crisi"

red – ANINSEI (Associazione Nazionale Istituti Non Statali di  Educazione e di Istruzione), in un comunicato attacca i sindacati ed in particolare la FLCGIL: "meraviglia questo intervento a gamba tesa dei sindacati in un settore particolarmente in crisi"

Giorno 24 luglio, i sindacati e i rappresentati AGIDAE (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica) hanno firmato il protocollo d’intesa del contratto, che ha avuto come fine il contenimento dei costi del lavoro.

Tra le misure del "contenimento" spicca la riduzione della retribuzione, per un massimo del 18%, per i nuovi assunti.

Le scuole cattoliche potranno, quindi, assumere nuovo personale a costi ridotti. Anzi, converrà farlo. Il tutto giustificato dal particolare momento economico che vivono le scuole non statali.

Difficoltà economiche che, però, non pare siano state sufficienti per estendere le stesse misure anche alle scuole non statali laiche.

Almeno secondo quanto sostiene l’ANINSEI, che relativamente alla riduzione della retribuzione ai neoassunti, esprime sorpresa per la firma dei sindacati ed in particolare del segretario della FLCGIL. E meraviglia per aver negato le stesse misure alle scuole laiche.

"Meraviglia –  afferma, infatti, Luigi Sepiacci, presidente A.N.I.N.S.E.I. – questo intervento a gamba tesa dei sindacati in un settore particolarmente in crisi che deve fare i conti con la presenza di contratti con minori retribuzioni e tutele per i lavoratori rispetto a quello A.N.I.N.S.E.I." e parla chiaramente di "operazione di dumping della scuola cattolica avallata dai sindacati".

"Alla nostra Associazione – conclude il presidente Luigi Sepiacci – non rimane che il ricorso al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a difesa della sopravvivenza delle scuole nostre associate"

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