Riduzione a quattro anni percorso superiori, ipotesi concreta?

di redazione
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red – La proposta avanzata sul proprio blog da parte del sottosegretario all’istruzione Marco Rossi D’Oria ha sollevato un vespaio, in ballo ci sono 40.000 cattedre e 20.000 posti di lavoro del personale ATA. Avanza l’ipotesi dell’organico funzionale, ma a pagare sarebbero sempre i docenti precari.

red – La proposta avanzata sul proprio blog da parte del sottosegretario all’istruzione Marco Rossi D’Oria ha sollevato un vespaio, in ballo ci sono 40.000 cattedre e 20.000 posti di lavoro del personale ATA. Avanza l’ipotesi dell’organico funzionale, ma a pagare sarebbero sempre i docenti precari.

Una proposta, quella di ridurre di un anno il percorso scolastico degli studenti italiani, che era già stata degli ex ministri Berlinguer e Moratti, e che, a quanto pare, una parte dell’amministrazione aveva proposto all’ex ministro Mariastella Gelmini. Ipotesi dissotasi in un nulla di fatto.

Dopo le affermazioni del sottosegretario, si è riaperto il dibattito. L’opinione di politici e sindacati si è spaccata tra chi afferma l’ipotesi come deleteria per la qualità dell’istruzione, e chi invece parla di allineamento ai coetanei europei. Di certo è che in gioco ci sono posti di lavoro.

Ed è su questo punto che si gioca la partita, perché c’è una partita, dal momento che, a quanto pare, sarebbe pronto anche un progetto di legge di imminente approvazione del Consiglio dei ministri. Staremo a vedere se l’indiscrezione è veritiera.

La Puglisi, responsabile scuola del partito democratico, ha già messo dei paletti, dichiarandosi possibilista, ma facendo attenzione a non trasformare l’ipotesi in un’occasione per ulteriori tagli agli organici. Sulla stessa lunghezza d’onda, a quanto pare, anche i sindacati e i partiti d’opposizione.

In gioco ci sono 40.000 cattedre, 40.000 esuberi. Un prezzo da pagare che verrebbe mitigato dall’istituzione degli organici funzionali, cioè la possibilità per le scuole di autodeterminare il numero necessario di docenti in base alla sua offerta formativa e alla necessità di sostituzione dei docenti. Ipotesi che comunque inciderebbe sui posti lasciati liberi dai pensionamenti, andando a discapito dei docenti precari.

All’appello mancherebbero comunque 20.000 posti del personale ATA per i quali appare complesso l’elaborazione di un "organico funzionale" ad hoc.

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