Riduzione del percorso secondario di un anno e diploma a 18 anni: le riflessioni del PD milanese

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Giulia Boffa – Sul sito Sussidiario.net è stata pubblicata una lettera di Emanuele Contu, insegnante di scuola media e responsabile istruzione del PD metropolitano milanese, sulla proposta di concludere il percorso scolastico a 18 anni. 

Giulia Boffa – Sul sito Sussidiario.net è stata pubblicata una lettera di Emanuele Contu, insegnante di scuola media e responsabile istruzione del PD metropolitano milanese, sulla proposta di concludere il percorso scolastico a 18 anni. 

L’autore scrive che l’idea non è nuova: erà già venuta a a LUigi Berlinguer, ministro dell’istruzione una quindicina di anni fa, ma poi non se n’è fatto niente.
La riflessione deve però partire da qualche considerazione, continua il nostro.
 
Prima di tutto un anno in meno non indica nè maggiore nè minore qualità, ma è quello che si fa durante il percorso a garantirla; in Europa convivono tre modelli tra ingresso a 6 e uscita a 18, ingresso a 6 e uscita a 19, ingresso a 5 e uscita a 18, e nessuno parrebbe migliore degli altri.
 
Altra riflessione è sulla secondaria di II grado, che non funziona affatto bene specialmente nel settore tecnico e della formazione professionale; per cui occorrerebbe oltre che dare più risorse, ma ripensare ad un riordino complessivo che tenga conto della realtà odierna.
 
Le risorse, altra riflessione, non ci sono e dobbiamo tenerne conto: quindi meglio partire da quello che si ha con competenza e intelligenza. Qui l’autore si schiera a favore del taglio di un anno, dicendo che tale risparmio, con gli organici fermi e stessi finanziamenti, potrebbe aiutare a fare meglio rendendo più efficaci i 4 anni del percorso, potenziando ad esempio gli strumenti di orientamento e di raccordo tra i diversi indirizzi di studio per ridurre la dispersione scolastica, oppure rinnovando la didattica con l’introduzione di classi aperte o consolidando i corsi di recupero e potenziamento. 
 
L’ultima riflessione dell’autore riguarda l’ampio consenso al diploma a 18 anni  da parte del PD, per diminuire il divario con l’Europa, ma senza essere d’accordo su come strutturarla. Sembra che l’ipotesi prevalente sia quella di cominciare a 6 anni e finire a 18, con un taglio di un anno nella secondaria di II grado e utilizzo del risparmio per riforme dell’organizzazione e della didattica. 
 
L’obiettivo quindi sarebbe quello non di imparare meno, ma imparare meglio e tutti, colmando soprattutto il divario tra l’istruzione liceale e quella tecnica, in maggiore sofferenza.
 

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