Ridurre i consumi energetici abbassando di due gradi la temperatura delle aule. In Liguria è già protesta: “È impossibile”

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Fanno discutere le proposte dei presidi in merito al caro-bollette. In particolare fa scalpore l’ipotesi di abbassare di due gradi le temperature delle aule.

Il suggerimento è contenuto all’interno di un pacchetto di raccomandazioni ai presidi che prevede anche la sostituzione delle vecchie luci con quelle a led, la posa degli infissi con i doppi vetri al posto di quelli vecchi in legno o in alluminio, l’anticipazione, il più possibile, dei corsi pomeridiani extrascolastici come musica, inglese e teatro.

Su La Repubblica, edizione di Genova, si legge delle proteste dei presidi liguri: “Noi come singole scuole non possiamo governare le caldaie, né stabilire la temperatura. Questo discorso sarà oggetto, come auspico, di una specifica conferenza cittadina. Sul tema dei doppi infissi, mi preme sottolineare che molte scuole non hanno neppure gli infissi singoli degni di questo nome”, afferma una dirigente scolastica.

Un’altra dice: “Per noi sarebbe un disastro. Facciamo un’enorme fatica per non avere le aule fredde. In alcuni casi, ci sono temperature tra i 16 e i 18 gradi. Non penso proprio che si possa andare a meno di così”.

4 consigli per la riapertura delle scuole

In particolare sono quattro i punti che i presidi stanno mettendo a punto per il ritorno in classe.

1) Sostituire le vecchie luci con quelle al led, gli infissi vecchi con i doppi vetri. Prevedere l’accensione sezionata classe per classe.

2) Abbassare la temperatura nelle aule di due gradi e lasciare alle scuola l’autonomia di poter accendere e spegnere i termosifoni.

3) Anticipare il più possibile i corsi pomeridiani extrascolastici come musica, inglese e teatro subito dopo la fine delle lezioni.

4) Lasciare sempre i rubinetti dell’acqua chiusi o le luci spente quando non servono, con un’attenta sensibilizzazione degli studenti.

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