Ridare dignità alla Geografia Economica e riconoscerne il valore. Lettera

di redazione
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Inviato da Luigi Bardi – Negli ultimi anni, il riordino della scuola Secondaria di secondo grado ha determinato un drastico ridimensionamento dell’insegnamento della Geografia Economica.

Si è assistito ad una forte contrazione delle ore d’insegnamento, infatti la Geografia è passata da materia interdisciplinare e di indirizzo nel triennio degli istituti tecnici (geografia economica) a disciplina generica al biennio, mantenendo i programmi sostanzialmente invariati.

Argomenti di attualità come “Globalizzazione e finanziarizzazione dell’economia, Green economy e Sviluppo sostenibile che, nella nostra esistenza quotidiana coinvolgono tutti, non possono essere studiati con superficialità, altrimenti come potranno mai i nostri ragazzi comprendere ed affrontare la complessità del mondo? Perché in altri Paesi la Geografia ha un alto riconoscimento nelle scuole?

Queste domande ci fanno riflettere sull’importanza della materia: “la geografia è un’attenta lettura del mondo, che non si limita a descrivere un territorio ed i suoi abitanti, ma si impegna ad analizzare e comprendere le complesse dinamiche all’interno delle relazioni tra uomo e ambiente”.

La Geografia permette di esplorare, scoprire e comprendere l’organizzazione territoriale, culturale, economica e politica di un luogo.

In questo “viaggio” di studio, la disciplina ci permette di acquisire conoscenza e competenza per vivere il presente e per orientarsi verso il futuro…

Tutti noi sappiano che è una materia fondamentale per la formazione di un individuo come cittadino del mondo.

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