Ricostruzione di carriera, ATA ottengono servizio preruolo per intero. Anief: è ancora possibile ricorrere

di redazione
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comunicato Anief – Sono targate Anief le due sentenze emanate dal Tribunale del Lavoro di Roma che accolgono i ricorsi presentati dagli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo in favore di due collaboratrici scolastiche

che rivendicavano il diritto al riconoscimento immediato e per intero del lungo servizio svolto con contratti a termine ai fini della ricostruzione di carriera, con conseguente pagamento delle differenze retributive dovute in funzione del loro collocamento nella fascia stipendiale corretta.

Le due lavoratrici, infatti, ormai assunte con contratto a tempo indeterminato, avevano svolto diversi anni di servizio da precarie e, all’atto della ricostruzione di carriera, non era stato riconosciuto loro per intero il servizio svolto con contratti a termine.

L’Anief, intervenuta a tutela dei loro diritti, ha ottenuto finalmente giustizia e il riconoscimento del loro pieno diritto all’integrale e immediata ricostruzione della carriera pregressa. Il Giudice del Lavoro della capitale, con due sentenze esemplari e chiare nelle loro motivazioni, dà piena ragione al nostro sindacato rilevando come “nel caso di specie le ragioni e le condizioni oggettive (le uniche che potrebbero giustificare una diversità di trattamento tra lavoratori a termine e lavoratori stabili) non sussistono, sia perché in nessun modo evidenziate dal Miur, sia perché comunque la natura non di ruolo del rapporto di lavoro e la novità di ogni singolo contratto a termine rispetto al precedente non sono elementi idonei a legittimare la disparità di trattamento” e, di conseguenza, evidenzia “la non conformità al diritto comunitario delle norme di legge e delle clausole dei contratti collettivi nazionali del comparto scuola, succedutesi nel tempo, in forza delle quali per i dipendenti del Miur stabilizzati il riconoscimento del pregresso servizio non di ruolo è solo parziale e non completo ed intero”.

All’accertata violazione delle norme comunitarie da parte del Miur, consegue la condanna al “riconoscimento, a fini giuridici ed economici, dell’intera anzianità maturata in relazione al servizio prestato sulla base dei contratti a tempo determinato” in favore delle due ricorrenti e a pagare “gli incrementi stipendiali maturati a tale titolo”, oltre le spese di soccombenza quantificate, per le due sentenze, in un totale che supera gli 8mila Euro.

“Il personale ATA precario – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è discriminato all’interno della contrattazione collettiva e nella normativa interna che regola la ricostruzione di carriera all’atto dell’immissione in ruolo, con in più l’aggravante di un termine più lungo per ottenere il cosiddetto ‘riallineamento della carriera’, che per il personale ausiliario e per i collaboratori scolastici è di ben 4 anni superiore rispetto a quello dei docenti laureati della scuola secondaria di secondo grado e, troppo spesso, non viene neanche effettuato immediatamente. Il nostro sindacato continuerà la sua battaglia al fianco di tutti i lavoratori della scuola fino a quando ogni discriminazione normativa e contrattuale non sarà superata nel pieno rispetto delle direttive eurounitarie”.

Ancora una volta, dunque, l’Anief ottiene, con azioni legali mirate, il rispetto delle normative comunitarie e contribuisce a ristabilire la legalità e il rispetto del lavoro svolto dal personale ATA della scuola anche se con contratti a tempo determinato.

L’Anief ricorda a tutti i lavoratori che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all’integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere il corretto inquadramento stipendiale.
Per ulteriori informazioni sul ricorso promosso dall’Anief per la ricostruzione di carriera, clicca qui

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