Ricostruzione di carriera, Anief: nuova condanna per il Miur per discriminazione e violazione delle norme comunitarie

di redazione
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Anief – Il Tribunale del Lavoro di Como, inoltre, accoglie le tesi Anief anche per quanto riguarda il diritto alla corresponsione degli scatti di anzianità maturati durante il precariato, evidenziando come vadano “disapplicate le disposizioni dei richiamati CCNL che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”.

La sentenza, dunque, “accerta e dichiara il diritto della ricorrente al riconoscimento, ai fini giuridici ed economici, dell’anzianità maturata in tutti i servizi non di ruolo prestati, e quindi con la medesima progressione professionale riconosciuta dal CCNL Comparto Scuola al personale docente assunto a tempo indeterminato di pari qualifica” e condanna il MIUR a collocarla al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio effettivamente maturata e al pagamento delle differenze retributive corrispondenti agli scatti stipendiali dovuti in virtù del pieno riconoscimento dell’anzianità professionale anche per i servizi d’insegnamento prestati con contratti a tempo determinato, oltre alla rifusione delle spese di soccombenza liquidate in 3.512,50 Euro oltre CPA, IVA e spese forfettarie del 15%.

 

“È assurdo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che ancora nella scuola italiana si continui a calpestare la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE e a discriminare il servizio da precari anche all’atto della ricostruzione di carriera valutandolo solo parzialmente. Su questa tematica, da anni, l’Anief vince in tribunale e siamo ormai pronti a portarla direttamente ai tavoli della trattativa per rivendicare i diritti dei tanti lavoratori della scuola che si vedono “svilito” il proprio servizio svolto con contratti a termine anche dopo l’aspirata immissione in ruolo”. L’Anief ricorda a tutti gli interessati che è sempre possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all’integrale e immediata ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere il corretto inquadramento stipendiale.

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