Ricostruzione di carriera, Anief: il servizio preruolo va riconosciuto per intero

di redazione
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Comunicato Anief – Il Tribunale del Lavoro di Trapani, infatti, dà piena ragione al nostro sindacato ricordando come la Corte di Giustizia dell’Unione Europa, in merito, si è già pronunciata affermando che “la clausola 4 dell’Accordo (Quadro) esclude in generale ed in termini non equivoci qualsiasi disparità di trattamento non obiettivamente giustificata nei confronti dei lavoratori a tempo determinato, sicché la stessa ha carattere incondizionato e può essere fatta valere dal singolo dinanzi al giudice nazionale, che ha l’obbligo di applicare il diritto dell’Unione e di tutelare i diritti che quest’ultimo attribuisce, disapplicando, se necessario, qualsiasi contraria disposizione del diritto interno (Corte Giustizia 15.4.2008, causa C- 268/06, Impact; 13.9.2007, causa C-307/05, Del Cerro Alonso; 8.9.2011, causa C-177/10 Rosado Santana)”.

 Il giudice trapanese, dunque, sottolinea l’illegittimità dell’operato del Miur nel momento in cui, ai fini della ricostruzione di carriera, riconosce immediatamente e per intero solamente 4 anni del servizio svolto a tempo determinato (e il restante servizio per 2/3). Per questo motivo il MIUR è stato nuovamente condannato “a procedere alla ricostruzione di carriera di parte ricorrente, ai fini giuridici ed economici, riconoscendo il periodo lavorato anteriormente all’immissione in ruolo secondo i medesimi parametri applicati ai docenti di ruolo, computando integralmente i periodi lavorati in forza dei vari contratti a termine di durata superiore a 180 giorni”, oltre “al pagamento della differenze retributive consequenziali alla ricostruzione suddetta”, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria a decorrere dalla maturazione dei singoli crediti fino al pagamento.

 

“La continua penalizzazione subita in Italia dai lavoratori del comparto scuola che svolgono, per anni, servizio con contratti a tempo determinato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – va contro la normativa comunitaria e il nostro sindacato non si stancherà mai di ribadirlo. La Direttiva Comunitaria 1999/70/CE è in vigore da più di un decennio, ormai ma, nonostante ciò, il Miur continua a discriminare i precari anche dopo la loro immissione in ruolo. Serve un atto di responsabilità da parte del Miur – conclude il sindacalista autonomo – e la modifica sostanziale di tutta la normativa e la contrattazione interna che pone in essere, sotto varie forme, questa e altre palesi discriminazioni a discapito dei lavoratori”. Per ora, per ottenere giustizia, e l’immediato e integrale riconoscimento del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera, l’unica strada è ricorrere in tribunale aderendo allo specifico ricorso promosso dall’Anief.

Per ulteriori informazioni e aderire al ricorso Anief, clicca qui

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