Ricostruzione carriera, legittimo il recupero anni 2010/2012 salvo la disponibilità economica del Ministero. Sentenza

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Come è noto, purtroppo, nella scuola così come per tutti i dipendenti della PA si dovette fare un sacrificio economico importante con la moratoria stipendiale per gli anni 2010,2011 e 2012. E la stessa Corte Costituzionale dichiarò illegittimo quel blocco ma senza alcun effetto retroattivo. Una interessante sentenza della Corte dei Conti interviene su tale questione e nello specifico sulla legittimità delle utilità di carriera ai fini della ricostruzione di carriera del periodo soggetto al famigerato blocco.

Il fatto

Il contenzioso trattato dalla Corte dei conti con Sent. 294/2021 riguarda l’inquadramento stipendiale e, di conseguenza, l’assegno di pensione considerato inferiore rispetto a quelli spettanti, in quanto non si è tenuto conto che il CCNL Comparto Scuola del 13.3.2013 ha consentito di recuperare anche l’anno 2011 – allo stesso modo di quanto aveva già disposto il precedente Accordo sindacale per l’anno 2010 – come annualità utile alla maturazione dello scatto di anzianità.

Il quadro normativo

I giudici ricostruiscono il quadro normativo:  “a tal fine occorre prendere le mosse dall’art. 9, comma 23, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che, nell’ottica di un più vasto intervento di limitazione della spesa pubblica che in quel periodo colpì tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, ha disposto: “Per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) della scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. E’ fatto salvo quanto previsto dall’art. 8, comma 14”.

Venne così introdotta anche nell’ordinamento stipendiale del personale scolastico una sorta di moratoria triennale per gli anni 2010, 2011 e 2012 (poi prorogata anche al 2013 dal DPR 4 settembre 2013, n. 122), che avrebbe comportato per i docenti la non “utilità” di quel periodo ai fini della “maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti”.

Tuttavia, osserva la Corte, lo stesso comma 23 del citato art. 9, con l’espresso richiamo alle previsioni dell’art. 8, comma 14, ha ammesso per il personale della scuola una specifica e peculiare “clausola di salvezza”, consistente nella possibilità di recuperare le posizioni stipendiali e gli incrementi economici maturati negli anni 2010, 2011 e 2012 utilizzando le risorse derivanti da eventuali economie di spesa e dai risparmi effettivamente realizzati con l’attuazione delle nuove misure organizzative previste dalla riforma dell’ordinamento scolastico.

E, in effetti, continua la Corte, per il predetto triennio 2010-2012 si pervenne, previo reperimento delle occorrenti ricorse economiche nel limite previsto dal predetto decreto legge n. 78/2010, alla definitiva attribuzione del cosiddetto “scatto d’anzianità” al personale docente e ATA, con conseguente pieno recupero della sua utilità ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e dei relativi incrementi economici.

Infatti, le utilità sono state recuperate per l’anno 2010 con il decreto interministeriale del 14 gennaio 2011, per il 2011 mediante il CCNL del 13 marzo 2013 e per il 2012 con il CCNL del 7 agosto 2014.

Legittimo il recupero delle utilità di carriera per gli anni 2010/2012 salvo la disponibilità economica

Ciò premesso, affermano i giudici, e passando al caso oggetto del giudizio, innanzi tutto deve respingersi l’eccezione di merito, sollevata dal resistente, avente ad oggetto l’irrilevanza della contrattazione collettiva rispetto al blocco stipendiale disposto con legge, poiché – come si rileva dal precedente excursus normativo – è lo stesso decreto legge n. 78/2010 che, prevedendo una specifica disciplina applicabile esclusivamente al personale del comparto scuola, ha fatto salva la possibilità di recuperare le utilità di carriera ed economiche maturate nel triennio 2010-2012 a condizione che fossero reperite le risorse necessarie: il che è avvenuto, con conseguente contrattazione collettiva che ha dato attuazione al “superamento” del blocco, come consentito dalla legge.

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