Ricostruzione carriera e riconoscimento servizi pre-ruolo: MIUR non ci sono i soldi

Stampa

M5S – La Sottosegretaria Silvia Velo ha risposto in aula alla mia interrogazione n. 3-02237, che sollecita il Governo a mantenere l’impegno assunto a seguito dell'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/03444-A/230 per il riconoscimento del periodo di precariato ai fini della ricostruzione di carriera dei docenti immessi in ruolo. 

M5S – La Sottosegretaria Silvia Velo ha risposto in aula alla mia interrogazione n. 3-02237, che sollecita il Governo a mantenere l’impegno assunto a seguito dell'accoglimento dell'ordine del giorno n. 9/03444-A/230 per il riconoscimento del periodo di precariato ai fini della ricostruzione di carriera dei docenti immessi in ruolo. 

Alquanto ambigua e decisamente insoddisfacente la risposta della sottosegretaria Velo che precisa “l’impegno potrà essere valutato in sede di revisione contrattuale (…) in quella sede potranno essere approfonditi tutti gli aspetti da considerare, con particolare riferimento alla natura delle diverse tipologie di servizio non di ruolo svolto dagli interessati, ad esempio supplenze svolte su posti vacanti e disponibili o meno, oppure con o senza il possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento, al fine di verificare l’ammissibilità di tali servizi. (…). Interventi in materia di diversa determinazione di anzianità di servizio incidono sulle risorse complessivamente disponibili per la retribuzione del personale docente attualmente prevista a legislazione vigente, comprese quelle disponibili per il rinnovo contrattuale”.

Rispostaambigua perchè fa sorgere il sospetto che “considerarela natura delle diverse tipologie di servizio non di ruolo svolto dagli interessati” possa portare a discriminare, per esempio, chi ha avuto l’incarico direttamente dalla scuola, e quindi senza abilitazione, rispetto a chi chiamato dal provveditorato e quindi “abilitato”. Entrambi hanno svolto lo stesso servizio, non vedo perché dovrebbero ottenere differente trattamento.  

Ma lasottosegretaria delude, ancora una volta, ribadendo che gli “interventi in materia di diversa determinazione di anzianità di servizio incidono sulle risorse complessivamente disponibili per la retribuzione del personale docente attualmente prevista a legislazione vigente, comprese quelle disponibili per il rinnovo contrattuale”.  Eh certo! Non ci sono quasi i soldi pergli stipendi correnti dei docenti, figuriamoci per il riconoscimento dell’anzianità o il pre ruolo!

Che poi i soldi ci sono, ci sono semprestati, basterebbe usarli meglio. A proposito, a quanto ammonta, ad oggi, il totale speso dal Ministero, tra spese processuali e riconoscimenti retributivi, a seguito delle numerose sentenze che danno ragione a chi ricorre?

I giudici dei vari tribunali del lavoro stanno infatti condannando a ripetizione il ministero, ritenendo che la normativa italiana sia lesiva delle norme comunitarie sulla parità di trattamento del personale. La giurisprudenza nazionale e sovranazionale hanno ormai chiarito che, in ossequio al principio comunitario di «non discriminazione», i lavoratori a termine della scuola non possono ricevere un trattamento sfavorevole rispetto ai colleghi di ruolo.

La “BuonaScuola” vedrà il passaggio di ruolo di numerosi insegnanti. Settembre è dietro l’angolo, ma ad oggi non risultano da parte del Governo attività concrete volte all’attuazione del rispetto degli impegni assunti.

Risposta sottosegretario: testuale – video

Replica: testuale – video  

Marco Brugnerotto

Cittadino Eletto  alla Camera dei Deputati per il Mo Vimento 5 Stelle

http://www.marcobrugnerotto.it/home/

Stampa

Acquisisci 6 punti con il corso Clil + B2 d’inglese. Contatta Eurosofia per una consulenza personalizzata