Ricostruzione carriera incompleta, al docente tolti fino a 20mila euro. Pacifico (Anief): la Cassazione ha detto che vanno restituiti

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“Quando si entra in ruolo e si fa domanda alla scuola di ricostruzione della carriera professionale è importante chiedere entro il mese di dicembre tutti i servizi che si sono resi, in particolar modo tutti i periodi di precariato”, tenendo conto che “la disciplina sulla ricostruzione di carriera risulta illegittima, anche secondo la Cassazione, perché prevede che vengano riconosciuti per intero, ai fini della carriera, soltanto i primi 4 anni di servizio mentre tutti gli altri anni di pre-ruolo vengono decurtati per un terzo”.

Lo dice Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, durante un’intervista radiofonica ad Italia Stampa.

Per aderire ai ricorsi Anief per ottenere l’immediata e integrale ricostruzione di carriera comprensiva degli scatti non percepiti durante il precariato, cliccare qui.

Un insegnante immesso in ruolo deve attendere vent’anni prima di riprendere il normale proseguo della carriera. Gli scatti di anzianità previsti dal contratto gli vengono “raffreddati”, come si dice tecnicamente. “Per vent’anni – dice Marcello Pacifico – si perdono in media fino a quasi 20.000 euro, ovvero quasi 1.000 ad anno in base al periodo di anzianità di precariato pregressa prima delle immissioni ruolo. Tutto questo secondo la Cassazione è illegittimo, però la norma non è cambiata e il contratto non è stato aggiornato. Questo vuol dire che purtroppo soltanto attraverso il ricorso si può ottenere giustizia”.

Perché la Cassazione – continua Pacifico – ha dato ragione a tutti i ricorrenti e con più sentenze”. È chiaro che per “recuperare questo credito da parte dello Stato”, quindi per recuperare fino a 20mila euro, deve rivolgersi al sindacato, chiedere una “consulenza gratuita: abbiamo predisposto un software, attraverso il quale basta inserire i dati del docente e conoscere subito situazione e importo da recuperare. Il sindacalista autonomo conclude ricordando che si tratta di un diritto “tutelato nella Repubblica italiana dal primo articolo proprio della nostra Costituzione”.

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