Ricostruzione di carriera docenti ed ATA: si possono avere soldi in più. Vediamo chi riguarda e come

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Ricostruzione della carriera, occhio alla progressione e ai soldi in più che si potrebbero percepire.

Tanti insegnanti e lavoratori Ata hanno il diritto di essere inquadrati in una fascia superiore dello stipendio rispetto a quella attuale, ma talvolta non ottengono questo risultato, almeno non immediatamente. E spesso non lo sanno.

Torniamo dunque su un argomento che potrebbe essere un tabù per molti lavoratori della scuola, specialmente gli insegnanti. Il personale a tempo indeterminato che vanti un servizio di pre ruolo superiore ai quattro anni e che abbia compiuto un certo numero di anni di servizio complessivo, tra ruolo e pre ruolo, ha diritto al recupero del periodo congelato all’atto dell’avvenuta ricostruzione della carriera e di fare così un bel salto di carriera con aumento dello stipendio.

Con la ricostruzione, il servizio pre ruolo viene riconosciuto, ai fini economici, solo per i due terzi, mentre l’altro terzo (esempio: quattro anni su dodici, sette anni su ventuno) non è riconosciuto. Ma non si perde, anche se gli effetti del congelamento restano anche ai fini pensionistici.

Infatti il terzo mancante è solo “congelato” momentaneamente e si recupera più avanti negli anni. E cioè, più precisamente, al compimento di 16, 18, 20, 24 anni di servizio ricostruito, a seconda che si tratti, rispettivamente, di insegnante della scuola secondaria di secondo grado, di primo grado e primaria-infanzia, di Ata e di docenti dei conservatori e delle accademie.

Peraltro, con le ultime massive immissione in ruolo di decine di migliaia di docenti che vantano un cospicuo periodo di pre ruolo, il riconoscimento del servizio congelato può essere anche sostanzioso.

Lo “scongelamento” dovrebbe avvenire su iniziativa delle segreterie degli istituti che ogni anno verificano lo stato dei fascicoli del personale e il più delle volte questo va a buon fine.

Dalle tante segnalazioni e dai tanti quesiti che ci pervengono e dai dubbi esplicitati dai lavoratori della scuola nei gruppi di discussione e sulle pagine facebook, sembra tuttavia che questo riconoscimento non avvenga automaticamente, specie a causa del super lavoro cui sono costrette le segreterie medesime, e anche per il turnover del personale che dovrebbe seguire le tante pratiche. Peraltro si nota dagli interventi una certa, marcata inconsapevolezza di quanto andiamo dicendo.

Gli interessati, invece, previa consultazione del proprio decreto di ricostruzione e dello stato del cedolino dello stipendio, potrebbero trovare conveniente verificare se i periodi già congelati siano stati poi riconosciuti, facendo fare così un salto (anche importante in caso di lungo precariato) alla fascia stipendiale e all’ammontare dello stipendio.

Nel caso di riscontro negativo sarebbe opportuno produrre una semplice domanda, da far protocollare alla propria scuola, con la quale si chiede il riconoscimento del servizio in questione, ai sensi del Dpr 399/88 art. 3 comma 4. Il riconoscimento del servizio, insistiamo, consente di progredire anche di molto nella carriera e di avvicinarsi prima o addirittura agganciare la successiva fascia stipendiale e per ottenere questo non serve attendere alcuna Circolare del Miur, come abbiamo letto in alcuni gruppi di discussione, quasi si trattasse di una novità dell’ultima ora, quando invece si tratta di una pratica che dovrebbe essere consolidata. L’avvocato Walter Miceli precisa addirittura che “alcune Ragionerie Provinciali erroneamente fanno decorrere il termine dall’immissione in ruolo senza considerare il pre ruolo”.

A questo proposito, e per completezza, va aggiunto che il riconoscimento tardivo (cioè dopo almeno sedici anni di servizio ricostruito) non esclude la sempre possibile vertenza al giudice del lavoro per ottenere fin da subito il riconoscimento integrale del servizio, cioè non decurtato del terzo, come invece succede all’atto della ricostruzione della carriera, in occasione della quale, ed ecco il punto, solo i primi 4 anni di pre ruolo vengono riconosciuti per intero mentre gli altri solo per i due terzi, con una netta perdita in ordine alla progressione economica della carriera non escludendo le conseguenze anche importanti sulla successiva quantificazione della pensione.

Con la vertenza giudiziaria, che trova fondamento nelle recenti decisioni comunitarie in merito al Principio di non discriminazione tra servizio di ruolo e non di ruolo, si possono ottenere, nei limiti della prescrizione, sia l’avanzamento precoce della carriera, sia gli arretrati che partono in questo caso non dalla data del riconoscimento tardivo ma fin dall’inizio.

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