Ricostruzione Carriera, Anief: precariato deve essere computato per intero

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Attive le procedure di inoltro online della domanda di ricostruzione di carriera per il personale docente e ATA che ha superato l’anno di prova.

La domanda, come ogni anno, potrà essere inviata entro il prossimo 31 dicembre. Ma la normativa interna italiana discrimina il lavoro svolto durante il precariato e l’Anief persevera nella sua battaglia per ottenere il riconoscimento integrale e immediato nella ricostruzione di carriera di tutto il servizio svolto con contratti a tempo determinato. I tribunali del lavoro stanno, infatti, dando ancora una volta ragione all’Anief, disapplicando la normativa interna. L’ultima vittoria in ordine di tempo arriva da Milano dove gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo ottengono una condanna esemplare a carico del Miur con la conferma che l’Amministrazione deve collocare il dipendente nella fascia stipendiale corrispondente a tutta l’anzianità di servizio maturata durante il precariato senza alcuna discriminazione rispetto al servizio svolto a tempo indeterminato. Il Ministero dell’Istruzione è stato condannato, anche, al pagamento delle spese di soccombenza quantificate in 1.500 euro oltre accessori.

Nella sentenza, piana e lineare nella sua ricostruzione della specifica normativa, si evidenzia come “ove l’esperienza nel lavoro prestato a tempo indeterminato valga per attribuire al prestatore scatti di anzianità utili ai fini dell’aumento di retribuzione (come nel caso), non vi sono ragioni perché un analogo trattamento non valga anche per i collaboratori a termine, posto come sia ormai pacifico come, nel nostro ordinamento, nei confronti dello Stato, trovi diretta applicazione la clausola 4, co. 4, della Direttiva 99/70/CE del 28 giugno, trattandosi di norma sufficientemente specifica (c.d. “norma regola”) e rivolta, con efficacia verticale, nei confronti dello Stato che si è rivelato inadempiente, disponendo diversamente con l’articolo 569 del dlgs. n. 297/94”. Per tale motivo, il Giudice del Lavoro di Milano accoglie in toto le richieste dei legali Anief concordando sul fatto che deve “essere disapplicata tale ultima previsione interna (così come ogni disposizione, anche contrattuale, in contrasto con il dettato della clausola 4, co. 4, della Direttiva 99/70/CE), non potendo lo Stato Italiano giovarsi del proprio inadempimento alla normativa comunitaria” e dichiara “il diritto della parte attorea al riconoscimento dell’anzianità di servizio, maturata in corrispondenza dei contratti a termine intercorsi con la convenuta” con effetto immediato sulla sua posizione stipendiale “e con condanna della resistente a adeguare la retribuzione della ricorrente e con riconoscimento degli arretrati retributivi”.

“L’Anief ribadisce il proprio impegno al fianco di tutti i lavoratori della scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con l’imperativo categorico di agire non solo per le vie legali, ma su tutti i fronti possibili per ottenere finalmente una modifica della normativa interna che rispetti il lavoro svolto durante il precariato anche nelle operazioni di ricostruzione di carriera, computandolo immediatamente e per intero. Non è possibile pensare che un lavoratore che adesso si appresta a richiedere la ricostruzione di carriera, dopo anni di precariato, si veda riconosciuta solo parzialmente la professionalità acquisita in anni di lavoro e solo per la natura giuridica “a termine” dei contratti stipulati. È una “stortura” tutta Italiana che va sanata al più presto e nel rispetto dei dettami eurounitari”. L’Anief ricorda a tutti i lavoratori della scuola che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all’integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief, clicca qui.

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