Ricorso Scatti: nuove vittorie ANIEF in tribunale, il MIUR viola il principio di non discriminazione

di redazione
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ANIEF – Continuano i successi in tribunale per i ricorsi ANIEF volti al riconoscimento in favore dei docenti precari della stessa progressione stipendiale prevista dal MIUR per i lavoratori a tempo indeterminato. I Tribunali di Monza e Brescia accolgono le richieste del nostro sindacato e condannano il Ministero per violazione del principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea

ANIEF – Continuano i successi in tribunale per i ricorsi ANIEF volti al riconoscimento in favore dei docenti precari della stessa progressione stipendiale prevista dal MIUR per i lavoratori a tempo indeterminato. I Tribunali di Monza e Brescia accolgono le richieste del nostro sindacato e condannano il Ministero per violazione del principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea

Il Giudice del Lavoro di Monza su ricorso patrocinato per l’ANIEF dall’Avv. Claudio Orlando in favore di due docenti precari, evidenzia che “il trattamento economico e giuridico riconosciuto alla parte ricorrente viola il principio di non discriminazione rispetto al personale di ruolo (clausola 4 Accordo Quadro allegato alla Direttiva 99/70/CE, nonché art. 6 D.L.vo 368/01), sia perché dall’art. 36 D.L.vo 165/01 non si evince l’esclusione dell’applicazione della normativa sui contratti a termine, sia perché la norma collettiva di settore per il personale assunto a termine mantiene sempre lo stesso stipendio tabellare iniziale, mentre per il personale di ruolo il trattamento economico migliora con il passaggio alla fascia di anzianità superiore”.

In accoglimento delle richieste dell’ANIEF, dunque, il Giudice ricorda al MIUR che “lo scopo dell’Accordo Quadro (clausola 1) non è solo di prevenire gli abusi derivanti da una successione di contratti a termine, ma anche di migliorare la qualità del lavoro a tempo determinato garantendo il rispetto del principio di non discriminazione” e che tale violazione “costituisce condotta illecita del datore di lavoro, in quanto viola sia la disposizione imperativa sulla responsabilità extracontrattuale […], sia un preciso dovere di adempimento contrattuale, trasfondendosi il divieto di discriminazione nell’ambito dei doveri scaturenti dal rapporto di lavoro”. MIUR condannato, dunque, alla piena equiparazione del trattamento retributivo e giuridico dei ricorrenti con quello dei lavoratori a tempo indeterminato e a 1.900 Euro di spese di giudizio.

A identiche conclusioni perviene il Tribunale di Brescia su due ricorsi patrocinati per l’ANIEF dall’Avv. Paolo Lombardi; anche in questo caso il Giudice del Lavoro riconosce il diritto dei ricorrenti alla stessa progressione stipendiale prevista per i docenti di ruolo in relazione all’anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato e condanna il MIUR anche a 2.000 Euro complessivi di spese di soccombenza.

L’esperienza pregressa e le competenze acquisite in anni di lavoro sono un bagaglio che migliora nel tempo la prestazione lavorativa del dipendente anche se il servizio è stato prestato a seguito di una successione di contratti a termine. Mantenere i docenti a tempo determinato, per tutti gli anni di precariato, al livello stipendiale iniziale è una discriminazione inaccettabile che il MIUR continua imperterrito, e nonostante le numerose condanne, a perpetrare e che l’ANIEF continuerà, con altrettanta caparbietà, a denunciare e a far condannare in tribunale

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