Ricorsi concorso DS 2011: necessario estendere il DM 499/’15

di redazione
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Inviato da Elisabetta Paoletti – Gentile Direttore , a seguito del sempre più ingarbugliato iter emendativo per il riconoscimento di un corso di 80 ore a favore dei ricorrenti al concorso DS 2011 e alla decisione della Corte Costituzionale di rinviare la pronuncia della sentenza in merito , vorrei fare una precisazione rispetto alla posizione dei molti docenti che avanzano giustizia innanzi al comma 89 della legge 107 / 2015.

Per farlo occorre ritornare al settembre 2015 allorché a seguito della cosiddetta legge Buonascuola ci si rese conto che il suddetto comma aveva per così dire sanato solo una parte del contenzioso e che sarebbe stato necessario estendere il DM 499, ovvero prevederne un successivo per altre categorie di ricorrenti che erano in attesa della pronuncia di primo grado dai TAR regionali ovvero dal Consiglio di Stato . A tale scopo fu istituito e successivamente costituito il COMITATO NAZIONALE RICORRENTI CONCORSO DS 2011 (CNRCDS2011) .

Al comitato aderivano docenti nelle regioni Lombardia,Lazio,Veneto,Sardegna, Puglia, Campania e Sicilia ed annoverava solo poche decine di iscritti che nell’autunno del 2015 potevano avanzare un ricorso pendente rispetto alla procedura concorsuale e un ricorso in atto rispetto alla disparità di trattamento determinato dal DM 499/’15. Tutti i docenti che aderirono al comitato ,inoltre, possedevano al 13 luglio 2011 i requisiti di ammissione relativi a titoli ed anzianità di servizio così come previsti dal bando ed avevano dimostrato la propria buona fede e merito, allorché venivano ammessi di diritto alle prove scritte e di fatto al concorso medesimo per aver superato la pre – selettiva.

Attualmente si riconoscono in questa categoria di ricorrenti meno di 200 unità di docenti che ancora hanno i sopracitati ricorsi pendenti, con riferimento alle regioni che avevano aderito al comitato fatta esclusione per quelli della Lombardia che nel 2017 perdevano definitivamente contro il MIUR cessando così la ragione del contendere.

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