Ricorrenti concorso Dirigenti Scolastici: non possiamo tacere. Lettera

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Risposta a Monica Del Duca e ai 54 docenti idonei inviata da Alessandra Giordano –  “Si può con molta verità dichiarare che essi (gli Spartani), più sfacciatamente di tutti i popoli che conosciamo, considerano virtù ciò che piace a loro e giustizia ciò che loro è utile: un tal modo di pensare, dunque, non s’accorda con la vostra stolta speranza di salvezza.” Tucidide, Dialogo tra Meli e Ateniesi

Così ci avresti dovuto scrivere Monica, esattamente come gli ambasciatori Ateniesi parlarono con i Meli per dissuaderli dal loro folle tentativo di avere giustizia.

La storia, visto che ormai sei dirigente, immagino tu la conosca: siamo a Melo e gli Ateniesi non possono tollerare la neutralità degli abitanti di quella piccola e insignificante isola che si rifiuta di assecondare l’imperialismo ateniese.

La storia finisce in tragedia: gli Spartani non intervengono, i Meli combattono, soccombono, muoiono.

Se tu avessi cominciato così la tua lettera, ovvero dichiarando che la giustizia è solo l’utile del più forte, noi ti avremmo capita.

Voi ritenete che siamo noi a farvi torto, a mancarvi di rispetto, ma non è così.

Che il concorso non sia stato trasparente è innegabile: ci sono le prove, ci sono due inchieste dell’Espresso e non credo che professionisti simili scriverebbero il falso.

Voi ci accusate di volere “l’egoistica tutela di interessi personali”. Io ti rispondo: noi vogliamo la giusta tutela dei nostri interessi personali!

Nessuno di noi ha impugnato gli “aspetti strettamente valutativi” perché, in pochi minuti e con commissari- fantasma, la valutazione non c’è stata.

Noi quindi rivendichiamo il ripristino della trasparenza e dei Sardi, sinceramente, non ci interessa quel granché; ci interessa piuttosto capire l’origine di tanti errori materiali che hanno salvato, dopo lo scioglimento dell’anonimato, coloro che erano stati bocciati.

A noi interessa capire perché i verbali sono stati manomessi (uno sterile cavillo?), voi preferita non saperlo e vi girate dall’altra parte! Potete tollerare di essere dirigenti grazie alla fortuna, alla menzogna? Evidentemente sì e forse anche noi, se fossimo al vostro posto, ci comporteremmo nella vostra stessa maniera perché l’uomo, a meno che non sia un eroe, è un omuncolo.

Vi chiedo perché, nonostante le nostre richieste, non avete voluto render pubblica la vostra prova?

Se siete così certi delle vostre conoscenze e delle vostre competenze, perché vi terrorizza ripetere lo scritto? Con la preparazione che avete dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

Invece siete spaventati, arrabbiati, lo capisco.

Non dite però che siamo noi a mentire quando desideriamo soltanto l’applicazione del Diritto di fronte a un’amministrazione inerte e che sembra agire in segreto.

Noi chiediamo soltanto l’esercizio della trasparenza e della responsabilizzazione.

Ci chiediamo perché nelle griglie di valutazione mancassero idonei parametri di riferimento e sulla base di cosa i commissari abbiano valutato le nostre prove in mancanza di descrittori.

Ci chiediamo perché in questo Paese risulti normale che alcuni commissari abbiano dichiarato il falso, si siano firmati come presenti quando invece erano assenti.

Noi desideriamo, anche per i vostri figli, la possibilità di concorrere lealmente a un posto di lavoro; desideriamo prove oggettive, computer efficaci ed efficienti se il tutto deve essere digitalizzato.

Ma noi siamo i Meli, quelli destinati a soccombere, e voi siete gli Ateniesi, ben consapevoli della vostra supremazia e sicuri che la giustizia è solo l’utile del più forte.

Probabilmente noi siamo destinati a perdere ma non a tacere.

Concorso a DS, docenti idonei chiedono di essere assunti

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