Riconversione sul sostegno del personale in esubero: tavolo tecnico il 3 maggio

di Lalla
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Lalla – Di cosa si parlerà il 3 maggio nel tavolo tecnico, per definire i tempi e le modalità per l’attuazione del decreto n. 7 del 16 aprile 2012, al quale sono convocate le Organizzazioni Sindacali? Pubblichiamo le richieste di FLC CGIlL e Gilda Cuneo.

Lalla – Di cosa si parlerà il 3 maggio nel tavolo tecnico, per definire i tempi e le modalità per l’attuazione del decreto n. 7 del 16 aprile 2012, al quale sono convocate le Organizzazioni Sindacali? Pubblichiamo le richieste di FLC CGIlL e Gilda Cuneo.

FLC CGIL – Molte le criticità sui contenuti del Decreto e sul metodo.

In modo particolare l’art. 5 che stabilisce le norme transitorie contiene disposizioni inaccettabili, quali:

a) la possibilità di essere utilizzati in prima battuta su posto di sostegno senza aver conseguito il titolo di specializzazione;
b) le modalità di utilizzo del personale, poiché su tale tema c’è una prerogativa contrattuale;
c) la possibilità che i docenti vengano utilizzati senza riferimento alle aree disciplinari.

E’ necessario fare una attenta valutazione sull’impatto nei singoli territori in relazione al numero dei docenti e alle classi di concorso/posti in esubero di appartenenza: in alcuni casi crediamo che una iniziativa di questo tipo sarebbe controproducente o avrebbe effetti nulli in tema di riassorbimento dell’esubero. E’ necessario quindi attendere gli esiti delle procedure di mobilità (anche alla luce dei pensionamenti e della definizione del organici di diritto e di fatto) per avere un quadro chiaro del personale eventualmente interessato.

Inoltre in ossequio alla trasparenza sarebbe essenziale avere inoltre maggiori informazioni sulle reti e sulla relativa Convenzione tra la Direzione Generale per il Personale Scolastico, la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, le Università di Firenze, Bari, Salerno, Padova e Cattolica di Milano e il Liceo Alfano I di Salerno del 27 dicembre 2011, di cui non c’è traccia sul sito del MIUR.

E’ inoltre evidente che l’effetto di tutto ciò determinerebbe una ulteriore perdita di posti per i docenti a tempo determinato, innescando l’ennesima contrapposizione tra il personale.

La FLC ritiene non esaustivo il livello del confronto su questo tema e ha chiesto (da tempo) un incontro ad hoc , vista la complessità dell’argomento.

Inoltre crediamo che questa iniziativa formativa si inserisca nel capitolo più vasto della riconversione professionale del personale che prevede, non una mera informativa, ma un tavolo contrattuale.

Riteniamo che il tema esuberi per il comparto scuola non possa essere archiviato stabilendo una riconversione su sostegno, volontaria, ma che nei fatti si traduce in scelta obbligata, essendo allo stato l’unica scelta possibile.

Per questa ragione la FLC nei giorni scorsi ha chiesto che si blocchi la procedura che prevede la pubblicazione di una nota per definire le modalità e i tempi per l’individuazione dei corsisti e si cerchino altre soluzioni.

Per la FLC occorre valorizzare le competenze professionali acquisite da questo personale ed è necessario individuare strade che permettano l ‘utilizzo di questi docenti nell’ambito del potenziamento e della qualificazione dell’offerta formativa. E’ possibile farlo senza cancellare l’esperienza, anzi valorizzandola .

Il tavolo tecnico del 3 maggio prossimo rappresenta l’occasione per discutere di tutto ciò. In quella occasione la FLC CGIL presenterà le proprie proposte all’amministrazione.

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Gilda degli Insegnanti Federazione Gilda – Unams di Cuneo Corso di riconversione sul sostegno: tutelare il personale precario

In occasione del tavolo tecnico convocato per il 3 maggio presso il Miur, la GildaCuneo chiede che vengano adottate tutte le misure necessarie per la tutela del personale precario tutt’ora utilizzato sul sostegno.

L’impiego sui posti di sostegno di docenti in esubero precluderebbe la possibilità per migliaia di docenti precari specializzati divedersi riconfermati nell’incarico annuale e ridurrebbe ulteriormente le probabilità di eventuali immissioni in ruolo.

Pertanto, si auspica una soluzione che non contribuisca ad arrecare ulteriori conflitti tra docenti.

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