Riconoscere latino e greco come beni dell’umanità

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Proposita – Ufficio stampa e comunicazione – “Il latino e il greco, la cultura in generale, sono strumenti senza i quali non può esserci una vera pace, per questo devono essere riconosciuti come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco”.

Così si è aperta la tre giorni dal titolo Communis Hereditas che l’Accademia Vivarium Novum, campus mondiale dell’umanesimo con sede a Frascati, ha organizzato nella cornice di Villa Falconieri, in provincia di Roma. Sono intervenuti nel corso della prima giornata il prof. Giancarlo Rinaldi dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, il prof. Kurt Smolak dell’Università di Vienna, Miran Sajovic dell’Università pontificia salesiana e Luigi Miraglia, direttore dell’Accademia Vivarium Novum. “Spesso si pensa che la vera cultura sia il folklore”, ha detto il prof. Miraglia. “Sono considerati beni immateriali dell’Unesco l’arte di fare la pizza e il caffè, ma finora non sono stati riconosciuti il latino e il greco”. Secondo il professore, l’aspetto più importante è che il latino è una lingua che non appartiene a nessuna etnia, a nessun popolo in particolare, ma che supera lo spazio e il tempo. “I nazionalismi sfrenati hanno fatto abbandonare quella che considero la più bella invenzione del mondo: una lingua unica, capace di superare i confini dell’Occidente”. Peculiarità emersa anche nella lettera che il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, ha scritto alla vigilia del suo arrivo in Italia, quando ha riconosciuto le somiglianze tra le culture classiche italiana e cinese.

Il prof. Miraglia ha ricordato come l’Accademia Vivarium Novum sia tra i principali promotori di un appello che, insieme ad altri Paesi come ad esempio Spagna, Francia, Gran Bretagna e Bulgaria, hanno rivolto ai rispettivi governi affinché sostengano la richiesta di riconoscere le due lingue come patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco.

Nel corso della giornata è intervenuto anche Corrado Sforza Fogliani, presidente dell’Associazione fra le Banche popolari e vicepresidente dell’ABI, che ha sottolineato come “l’aiuto del mondo bancario possa indubbiamente contribuire molto nella crescita di queste iniziative” e che nell’economia ci sia indubbiamente spazio anche per gli umanisti, che possono trasferire anche nell’attività bancaria valori e ideali della propria disciplina.

Il convegno proseguirà nella giornata di domani, venerdì 3 maggio, con gli interventi, tra gli altri, di Gerardo Bianco della Società Magna Grecia, di Paolo Isotta, storico della musica, di Lamberto Maffei, già presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, e Giovanna Lazzi della Biblioteca Riccardiana di Firenze.

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