Ricongiungimento ai genitori disabili residenti fuori provincia: il MIUR non tiene conto delle sentenze a favore del trasferimento. Lettera

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Gent.le Redazione, sarò sintetico perché spero che questo messaggio sia letto dal maggior numero di persone possibile.

Dopo dieci anni di precariato, il corso abilitante e il concorso ordinario, sono finalmente in ruolo in Piemonte. Ho fatto il possibile per raggiungere questo traguardo perché ho urgenza di tornare a casa per accudire mio padre disabile che ora è totalmente seguito da mia mamma, anziana anche lei.

Ho appreso che la legge 104, però, non dà, nel mio caso, precedenza per i trasferimenti e me ne sono scandalizzato. Mi sono documentato e ho scoperto che il Giudice del lavoro di Vercelli ha già stabilito che si tratta di un illecito e che la 104, che non fa nessuna differenza fra i disabili gravi, ha precedenza gerarchica sulle altre leggi emanate successivamente.

Mi chiedo: perché il Ministero si ostina a non tener conto delle sentenze dei giudici? Perché bisogna seguire sempre le vie legali? In questo caso, la vittoria sarebbe certa e lo Stato sarebbe condannato a pagare le spese legali con il denaro della collettività. Inoltre, ci sarebbe un ulteriore intasamento della giustizia amministrativa e un ritardo nelle operazioni di mobilità e in quelle successive, necessarie per un sereno avvio dell’anno scolastico. Forse il legislatore ha supposto l’esistenza di molte certificazioni false. Se così è stato, sarebbe opportuno intensificare i controlli, invece di penalizzare chi ha diritto ad avere l’aiuto e il conforto delle persone care. Chiedo al Ministro di porre rimedio, finché si è ancora in tempo.

Vi ringrazio e vi saluto con stima,

Paolo Martena

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