Covid scuola, Ricolfi: “Sbagliato puntare solo sul vaccino e aver trascurato la messa in sicurezza delle aule. Con aerazione la ricetta è semplice”

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Su La Repubblica interviene il sociologo Luca Ricolfi. L’occasione viene dai due anni dal primo caso di Covid in Italia. L’analisi di Ricolfi è lucida e mette in evidenza gli errori commessi dalla politica nella gestione dell’emergenza soprattutto in ambito scolastico.

L’errore più grave, secondo Ricolfi, è stato quello che è stata trasmessa l’idea che “i vaccinati non trasmettessero l’infezione (o lo facessero assai raramente), o che la vaccinazione di massa avrebbe potuto assicurare l’immunità di gregge”.

Si è dunque trascurata la possibilità di realizzare altri interventi, prima fra tutti, la messa in sicurezza degli ambienti chiusi.

“Se il virus non si trasmette solo a corto raggio (con le goccioline, o droplets), ma anche a largo raggio (con l’aerosol, come fa il fumo), allora la via maestra per contenerne la diffusione non è il mero distanziamento ma è il ricambio d’aria, che si attua con i purificatori e la ventilazione meccanica controllata (Vmc)”, scrive il sociologo.

Infine Ricolfi lancia l’allarme: “In vista del quarto anno scolastico dallo scoppio dell’epidemia, siamo ancora una volta in ritardo. L’esperienza di chi ci ha provato suggerisce che, per attrezzare le aule scolastiche contro il contagio, tra procedure burocratiche, scelta dei macchinari, interventi edilizi, occorrono come minimo sei mesi”.

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