Ricolfi: “Il 99% degli studenti viene promosso. L’abbassamento della qualità dell’istruzione danneggia i ceti più bassi e aumenta la diseguaglianza”

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In occasione della festa del libro a Pordonone, il sociologo Luca Ricolfi ha presentato il suo nuovo libro “La rivoluzione del merito”, una critica incisiva al sistema di valutazione tecnocratica e meritocratica nel campo dell’istruzione.

Ricolfi sostiene che l’idea di merito è stata politicizzata, dimenticando l’Articolo 34 della Costituzione Italiana che afferma, “la scuola è aperta a tutti”.

Ricolfi fa una distinzione chiara tra “merito” e “meritocrazia”. Mentre il merito rappresenta una valutazione onesta e accurata delle competenze, la meritocrazia, basata spesso su test standardizzati, è una misurazione imprecisa. “Un test che è preciso quando valuta 100 persone diventa impreciso quando valuta l’individuo”, avverte.

Negli anni, secondo Ricolfi, la sinistra ha abbandonato l’idea che l’istruzione di alta qualità sia uno strumento di elevazione per i ceti popolari. Ciò è evidente dall’alto tasso di promozione agli esami di maturità, un fenomeno che, secondo Ricolfi, danneggia i ceti popolari e aumenta la disuguaglianza.

Ricolfi critica anche il monopolio culturale della sinistra in Italia. In assenza di una destra culturale forte, afferma, c’è il rischio che il pensiero dominante diventi dogmatico, escludendo il pluralismo e le voci alternative.

Per Ricolfi, la valutazione dovrebbe andare oltre i semplici test a crocette. “Quando dobbiamo aiutare dei ragazzi, il colloquio dell’insegnante, la prova scritta, la commissione che guida sono strumenti molto migliori”,  suggerisce.

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