Le richieste delle scuole paritarie contro i tagli previsti dal Governo

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GB – Le scuole paritarie chiedono interventi normativi, amministrativi, giudiziari per sradicare il fenomeno dei diplomifici.

Sono 11 le richieste da parte dei gestori delle scuole paritarie, racchiusi in un gruppo di studio, che sono state rivolte al governo e al Parlamento venerdì scorso.

Tra le altre proposte del gruppo di studio sulla parità, ci sono sostegni adeguati ad accogliere e accompagnare gli alunni con disabilità, in situazioni di disagio, immigrati, rom e per avvio di azioni di prevenzione.

GB – Le scuole paritarie chiedono interventi normativi, amministrativi, giudiziari per sradicare il fenomeno dei diplomifici.

Sono 11 le richieste da parte dei gestori delle scuole paritarie, racchiusi in un gruppo di studio, che sono state rivolte al governo e al Parlamento venerdì scorso.

Tra le altre proposte del gruppo di studio sulla parità, ci sono sostegni adeguati ad accogliere e accompagnare gli alunni con disabilità, in situazioni di disagio, immigrati, rom e per avvio di azioni di prevenzione.

Chiedono anche l’accesso alle iniziative e ai benefit per la formazione permanente previsti per presidi e docenti delle scuole statali e ai fondi europei come quelli per scambi e mobilità di insegnati e studenti, modernizzazione delle attrezzature e delle strutture. Ancora, chiedono una rappresentanza congrua delle scuole paritarie presso Indire, Invalsi e Cnpi.

Infine l’attivazione negli uffici scolatici regionali e a livello nazionale di uffici con delega sulla parità scolastica, ormai scomparsi, e l’istituzione di tavoli tecnici per una governance efficace del sistema paritario.

Non manca il capitolo sulle leggi vigenti sulla scuola paritaria con la stesura di un Testo unico o almeno di un semplice vademecum che unifichi, riorganizzi e razionalizzi le normative, armonizzandole con le recenti modifiche costituzionali.

Tutto questo quando il Governo ha deciso di tagliare i finanziamenti dal 2014.
La prossima Finanziaria contiene un taglio del 50% rispetto ai 530 milioni di euro storicamente destinati alle paritarie: la previsione è di 260 milioni, -42% rispetto all’anno precedente.

C’è poi la questione Imu e Tares, di cui il gruppo di studio sulla parità chiede l’esenzione al pari delle scuole statali, oltre a un trattamento fiscale per gli istituti paritari senza finalità di lucro equiparabile alle onlus.

Sulla norma sull’abolizione dell’Imu per le scuole paritarie c’è la garanzia di risolvere la questione entro la fine dell’anno, in sede di definizione da parte del consiglio dei ministri della nuova service tax. L’Europa è però pronta a riaprire una procedura di infrazione all’Italia, che si potrebbe evitare solo spiegando all’Unione europea il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione.

Si richiede dalle scuole paritarie un finanziamento pubblico, certo nel tempo, progressivo negli anni, nel rispetto dell’inflazione; tempestivo e semplificato nell’erogazione, reso preferibilmente attraverso il ministero e non le regioni per evitare disparità e il rischio che sia spalmato su altri capitoli del bilancio regionale; assegnato salvaguardando la libertà e l’autonomia della scuola e senza impedire l’accesso agli studenti più poveri. La modalità che risponde a questi criteri sarebbe o il contributo diretto alle scuole o in alternativa il buono scuola o la detraibilità delle spese delle rette.

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