Richieste dei docenti inidonei

Di Lalla
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Docenti inidonei provincia di Palermo – I docenti dichiarati permanentemente inidonei alla propria funzione e idonei ad altri compiti per motivi di salute a causa di patologie dovute anche ad infortuni sul lavoro con riconoscimento della causa di servizio, manifestano il loro disappunto per l’atto governativo espresso nel comma 13 dell’art. 14 del D.L. 06/07/2012, n 95 (spending review).

Docenti inidonei provincia di Palermo – I docenti dichiarati permanentemente inidonei alla propria funzione e idonei ad altri compiti per motivi di salute a causa di patologie dovute anche ad infortuni sul lavoro con riconoscimento della causa di servizio, manifestano il loro disappunto per l’atto governativo espresso nel comma 13 dell’art. 14 del D.L. 06/07/2012, n 95 (spending review).

Tale comma, ponendo in essere il trasferimento coatto di tale tipologia di docenti nei ruoli del personale A.T.A. della scuola, si configura come un atto illegittimo, disattendendo la natura giuridica del rapporto di lavoro che tale personale ha instaurato con l’Amministrazione, nonché la Legge 312/80 sul pubblico impiego (art.46) e gli artt. 480 del Testo Unico 297/94 sul personale della scuola, 17 co. 5 del C.C.N.L. ancora vigente, 3 co. 127 della Legge 244/2007, 19 della Legge 111/2011, ed incostituzionale perché lesivo dell’art. 3 della Carta Costituzionale.

Premesso che l’utilizzazione di tale personale costituisce, di fatto, una risorsa sia per la scuola che per gli stessi uffici periferici dell’amministrazione (U.S.P. – U.S.R. Uffici centrali del M.I.U.R.) che, sottodimensionati per organico, hanno potuto assolvere ai loro compiti istituzionali garantendo, negli anni, il regolare avvio dell’anno scolastico, tema legittimamente “caro” a tutti i ministri della pubblica istruzione che si sono succeduti e si succederanno, nonché tutti gli altri servizi necessari a garantire i diritti di tutti gli operatori della scuola.

Considerato, nel merito, che:

  • i docenti inidonei utilizzati nelle scuole svolgono, con un orario di lavoro di 36 ore settimanali e non più di 18 ore, i compiti afferenti alle funzioni istituzionali della scuola e della docenza (costituendo di fatto un organico per così dire funzionale, agognato, richiesto e mai concesso) per assicurare: il servizio di biblioteca e documentazione; l’organizzazione dei laboratori e dei supporti didattici ed educativi; l’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche, ancor più necessario alla luce dell’art. 7 del D.L. 95/2012; il supporto a tutte le attività extracurriculari proposte e deliberate dal collegio dei docenti;
  • i docenti inidonei utilizzati presso gli uffici centrali e periferici del M.I.U.R. sono adibiti a realizzare, con un orario di lavoro di 36 ore settimanali e non più di 18 ore, senza alcun diritto ad accedere al F.U.A., tutte le complesse procedure di costituzione degli organici, di reclutamento a T.I. e a T.D., di mobilità (trasferimenti – utilizzazione e assegnazione provvisoria), di ricostruzione della carriera, di collocamento in pensione del personale scolastico nonché a predisporre tutti gli atti amministrativi afferenti alle materie scolastiche e ad assolvere a compiti propri di figure professionali assimilabili ad “assistant manager” (collaboratori dell’ufficio di staff e segreteria del Dirigente, esperti nel campo dell’edilizia scolastica);
  • in punto di diritto, il passaggio coatto ad un profilo e a mansioni di livello inferiore a quello di attuale appartenenza (docente), non è consentito dal vigente ordinamento il quale prevede che: “il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione” (art. 2103 Codice Civile e art. 13 dello Statuto dei lavoratori);
  • il trasferimento illegittimo dei docenti inidonei (oltre 5000 unità) nei ruoli del personale A.T.A. della scuola di fatto produrrebbe il collasso di tutto l’apparato amministrativo degli uffici centrali e periferici del M.I.U.R. che, ad oggi, si giova senza aggravio di costi dell’apporto di tale personale e un’inevitabile dequalificazione del servizio che le scuole offrono.

I docenti inidonei chiedono a tutte le forze politiche, sia a quelle che sorreggono l’attuale esecutivo che a quelle che si dichiarano contrarie, di adoperarsi affinchè, in sede di conversione in Legge il comma 13 dell’art. 14 del D.L. 95/2012, venga abrogato o sostituito con un articolato che preveda:

  • l’inquadramento nei ruoli del Ministero con l’attribuzione della corrispondente qualifica funzionale e la permanenza nelle attuali sedi di servizio per ragioni organizzative, funzionali e di continuità dell’esercizio dell’attività amministrativa attualmente svolta dei docenti permanentemente dichiarati inidonei attualmente utilizzati nelle articolazioni centrali e periferiche del M.I.U.R.;
  • il mantenimento dello stato giuridico di docente e l’utilizzazione nelle attuali sedi di servizio (scuole) del personale docente dichiarato permanentemente inidoneo all’insegnamento e ciò per assicurare la qualità dell’offerta formativa e i servizi che la scuola è chiamata istituzionalmente a fornire, senza intaccare i livelli occupazionali del personale tecnico ed amministrativo
  • l’utilizzazione del personale docente dichiarato temporaneamente inidoneo nelle attuali sedi di servizio, scuole ed uffici periferici dell’amministrazione, con il mantenimento dello status giuridico di docente e senza intaccare i livelli occupazionali del personale tecnico ed amministrativo.

Nella convinzione che la civiltà di un Paese si misura nella capacità di non discriminare la persona, tanto più in quanto affetta da patologie riconosciute, e che aleggi ancora un’etica della politica che sappia difendere la dignità della persona, prima, e il diritto al riconoscimento delle professionalità espresse, ancor più se essenziali al buon “funzionamento” delle istituzioni pubbliche, i docenti inidonei all’insegnamento per motivi di salute, rivolgono un accorato invito al Presidente della Repubblica, garante della Carta Costituzionale, alle forze politiche tutte e alle OO.SS. affinchè ognuno, per le proprie competenze si faccia carico delle ragioni esposte la cui rivendicazione non è corporativa, ma è dettata ad affermare ancora che il nostro Paese è uno Stato di diritto.

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