Ricerca shock, il 20% studenti intervistati ritiene di aver subito maltrattamenti. Telecamere ammetterebbero fallimento

di Vincenzo Brancatisano
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Scuola a volte violenta con i suoi alunni? Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio Adolescenza che ha intervistato alcune migliaia di adolescenti, il 20 per cento del campione riferisce di avere subito maltrattamenti negli asili o nelle scuole.

Intervenuta poco fa nella trasmissione Uno Mattina, Rai Uno, la presidente dell’Osservatorio, Maura Manca, psicoterapeuta, ha spiegato che questi comportamenti lasciano dei segni indelebili sui bambini, hanno delle conseguenze negative a livello emotivo e comportamentale che segnano la psiche e lo sviluppo di questi poveri bambini, sia a breve che a lungo termine.

La cosa importante – ha spiegato – è ascoltare i segnali perché quando i bambini sono piccoli e non hanno ancora sviluppato le competenze linguistiche mandano segnali che spesso sono difficili da interpretare dai genitori”.

Ma quando ci si accorge di strani cambiamenti o ad esempio di problemi nel dormire o nel mangiareoccorre intervenire subito fino a chiamare le forze dell’ordine, poiché se c’è ripetitività di questi maltrattamenti il trauma diventa ancora più grande”.

Quanto all’opportunità di installare le telecamere nelle aule, Paola Manca osserva che nel momento in cui si decide di ricorrere a questi strumenti “la comunità educante ammette di avere completamente fallito la propria funzione perchè ammette di non fidarsi del proprio personale ma deve prevalere in ogni caso l’esigenza di tutela dei bambini e anche dei ragazzi perché dalla ricerca emerge che i maltrattamenti si perpetrano dalle scuole dell’infanzia fino alle medie di ogni grado”.

Secondo Manca, capita sempre più spesso che si verifichino situazioni drammatiche in cui i bambini, anche molto piccoli, siano sottoposti a torture psicologiche, punizioni completamente fuori luogo e diseducative o che ricevano colpi, schiaffi e che vengano strattonati e presi a urla. L’ultimo caso si è verificato a Pordenone ma è purtroppo solo l’ultimo di un lunga serie.

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