Ricerca conferma che non c’è differenza di genere nel capire la matematica

di redazione
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Non è vero che le bambine non sono portate per la matematica: lo conferma un nuovo studio, pubblicato dalla rivista Science of Learning, le cui autrici sono neuroscienziate statunitensi delle università di Chicago, Rochester e Pittsburgh, guidate da Jessica Cantlon.

Le ricercatrici, come riporta Il Manifesto, hanno studiato le reazioni del cervello con la risonanza magnetica in 55 bambine e 49 bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni di fronte a stimoli cerebrali di tipo matematico.

Lo studio ha confermato che il cervello funziona esattamente nello stesso modo in entrambi i sessi, quando avviene un ragionamento semplice come contare o eseguire addizioni.

Lo stesso risultato si è avuto in un test di abilità matematiche precoci: maschi e femmine usano nello stesso modo tutto il cervello e non solo l’area matematica.

Secondo Cantlon, ad allontanare le ragazze dagli studi scientifici sono la società e la cultura; le femmine si adeguano a quello che ci si aspetta da loro, cioè che non sono portate per la matematica.

“Gli insegnanti dedicano più tempo ai ragazzi durante le lezioni di matematica e le famiglie passano più tempo con i maschi in attività legate alla cognizione spaziale”.

“Essere consapevoli di queste cause è necessario”, conclude Cantlon, “tutte e tutti noi dobbiamo imparare a non riprodurre le disuguaglianze di genere”.

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