Ricerca, “Basta precariato, sì a nuovo contratto e stipendi adeguati”: le richieste dell’Anief

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Comunicato Anief – L’epidemia Sars-Cov-2, con i suoi lutti e i suoi drammatici effetti sulla popolazione, impone la necessità di ridefinire e di riattualizzare le tematiche della Ricerca Pubblica in Italia, in una fase che nei fatti segna una cesura nella nostra storia: lo sostiene l’Anief approvando una mozione specifica durante il terzo Congresso nazionale che ha confermato presidente fino al 2024 Marcello Pacifico, con la quale si vuole modificare il CCNL, in cui dovranno trovare posto gli incrementi dei livelli salariali del personale e norme innovative.

“Oggi stiamo vivendo una emergenza sociale, economica e sanitaria – ha detto il leader del sindacato autonomo – uno sforzo collettivo, con l’impiego di conoscenze e competenze di tutti gli ambiti e discipline: queste dovranno essere valorizzate e coordinate in misura crescente nel futuro, dotando il Paese di istituzioni di Ricerca efficaci, forti e coordinate in grado di dare un supporto fattivo a tutta la società e di contribuire al rilancio dell’Italia. Per questi motivi faremo di tutto per rafforzare la presenza dell’Anief nei luoghi di lavoro, attivando un’azione costante per accrescere il numero di iscritti, per tutelare il personale, per promuovere azioni in tema di benessere lavorativo, per la formazione e la crescita dei nuovi quadri sindacali”.

“La Ricerca Pubblica ha una funzione centrale per lo sviluppo sociale ed economico del Paese: Cultura, Scienza e Innovazione tecnologica rappresentano fattori decisivi e imprescindibili per la costruzione di un nuovo modello di crescita”. Lo ha scritto il sindacato Anief in una delle mozioni approvate durante il terzo Congresso nazionale, con la quale si impegna ad adottare “un nuovo modello capace finalmente di elevare il benessere della collettività, di porre fattivo rimedio alla piaga della povertà e dell’emarginazione, di creare concrete pari opportunità per tutte le cittadine e i cittadini, di rendere competitivo il Paese, di coniugare ambiente ed economia. Un modello, soprattutto finalizzato a superare le annose differenze economiche e sociali tra Regioni e territori”.

NUOVO IMPULSO

Il giovane sindacato – che ha per questi motivi ha creato il Dipartimento Enti Pubblici di Ricerca – è convinto quindi che le politiche e gli strumenti di programmazione in materia di Ricerca richiedono un nuovo impulso. “Dopo la lunga stagione dei tagli indiscriminati”, il sindacato pretende “una nuova fase di investimenti” e la definizione di “obiettivi precisi, tra cui l’aumento delle risorse finanziarie destinate ai bilanci degli EPR, la crescita del numero di addetti attraverso il reclutamento dei giovani, la realizzazione di una effettiva governance unitaria per gli Enti Pubblici di Ricerca, la creazione di sinergie tra Enti di Ricerca, Istituzioni pubbliche e imprese. In particolare, il sistema della Ricerca deve perseguire una crescita del livello di efficienza, evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse nazionali ed europee”.

ASSUNZIONI

Il sindacato – dopo avere rivendicato la stabilizzazione dei precari di comparti, già prevista dall’art. 20 del DLGS 75/17, predisponendo meccanismi normativi certi nel tempo e utili a contrastare l’abuso ricorrente dei contratti a tempo e atipici – sollecita il Governo per l’apertura del confronto per il rinnovo del CCNL, nel quale definire adeguati incrementi dei livelli salariali e proposte specifiche per l’aggiornamento della parte normativa.

NUOVO CONTRATTO

Secondo l’Anief i contenuti da affrontare nel prossimo CCNL riguardano una lunga serie di punti: rispetto e valorizzazione dei contenuti della Carta Europea della Ricerca, con l’effettivo coinvolgimento delle comunità scientifiche nei processi decisionali degli Enti; garanzia di maggiore autonomia negoziale nella contrattazione integrativa; facoltà di incremento delle risorse per la contrattazione integrativa nell’ambito della autonomia di bilancio dei singoli enti e delle risorse esterne; superamento dei vincoli normativi e flessibilità nella costituzione dei fondi e nel loro utilizzo; nuove risorse, modalità e tempi certi per lo sviluppo professionale e di carriera, con una semplificazione delle procedure per Ricercatori/Tecnologi e per il personale Tecnico e Amministrativo.

PIÙ RISORSE

Tra le richieste del sindacato figurano anche l’incremento delle risorse destinate alla formazione del personale, pesantemente decurtate in passato, l’applicazione delle previsioni di ampliamento dell’utilizzo dello Smart Working, con norme vincolanti per la ratifica degli accordi sul “POLA” nelle Amministrazioni, il potenziamento del ruolo e delle l’attività dei Comitati Unici di Garanzia, la revisione delle norme in materia di calcolo della trattenuta per ogni giorno di malattia e permessi per malattia e/o visite specialistiche, al fine di ripristinare regole che garantiscano equità e diritto alla salute. Tutte tematiche affrontate dal sindacato anche con una serie di emendamenti appositi inseriti nella Legge di Bilancio 2021 già approvata dal CdM.

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