Ricci sulle prove Invalsi: la scuola media non più anello debole, ma i licei del Sud peggiori dei tecnici del Nord

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Roberto Ricci, responsabile del Servizio nazionale di valutazione (SNV) dell’Invalsi, ha commentato a ilsussidiario.net i risultati delle prove Invalsi che emergono dai dati dell’ultimo Rapporto 2013.

Giulia Boffa – Roberto Ricci, responsabile del Servizio nazionale di valutazione (SNV) dell’Invalsi, ha commentato a ilsussidiario.net i risultati delle prove Invalsi che emergono dai dati dell’ultimo Rapporto 2013.

Secondo Ricci, gli studenti hanno ancora difficoltà con i testi argomentativi ed espositivi, in matematica sono ancora difficili gli aspetti interpretativi che richiedono risposte più approfondite da parte degli studenti.

La regione che più si è distinta è stato il Trentino, in particolare la Provincia autonoma di Trento, che ha conseguito i risultati migliori in quasi tutte le prove. Molto bene anche la Lombardia, il veneto e il Friuli – Venezia Giulia.

Soddisfatto anche delle Marche, che ha ottenuto ottimi risultati al di sopra della media nazionale, anche Bolzano ha colmato lo svantaggio rispetto alla media nazionale delle prove degli anni passati.

Per il Sud si sono confermate in buona posizione e in costante miglioramento la Puglia, l’Abruzzo e la Basilicata; si riscontra anche che nelle scuole secondarie di II grado il distacco dal Nord è sempre più evidente e secondo i dati i licei del Sud conseguono risultati più bassi dei tecnici del Nord.

Sembrerebbe quindi che la scuola media non rappresenti più l’anello debole, ma il passaggio dal ciclo primario a quello secondario coincide comunque con il presentarsi di difficoltà sempre più serie e preoccupanti.

Per quanto riguarda le prove Invalsi dell’ultimo anno delle superiori, Ricci ha spiegato che è già iniziata la fase operativa dei pre-test su alcuni modelli di prova.

Tutto il prossimo anno scolastico sarà dedicato alle sperimentazioni per mettere a punto un modello di prova adeguato per il duplice ruolo di prova conclusiva di un percorso di studio e di prova di orientamento verso l’Università. Attualmente il lavoro si sta concentrando sull’ampliamento delle domande per le prove future, che dovrebbero consentire, secondo sperimentazione, di far svolgere la prova delle superiori su computer.

Inoltre c’è la volontà di consegnare i risultati dei test in anticipo, già a settembre, in modo da dare modo agli insegnanti di lavorare sulla programmazione che di solito è definita per novembre: lo scopo dell’invalsi è proprio quello di lavorare per la scuola, dice Ricci, e non sulla scuola.

Riguardo alle contestazioni sulle prove, maggiormente concentrate al centro – nord, Ricci dichiara che l’Invalsi è pronta al confronto sulle prove, soprattutto per dare maggiori informazioni, visto che molto spesso è proprio la mancanza di queste che fa scattare l’opposizione, a prescindere dalla causa.

Ricci si è detto infine contrario alla soppressione della valutazione della prova Invalsi nel voto finale dell’esame di terza media, come auspicato da più parti, ritenendolo un grave errore, poiché cancellerebbe dall’esame l’unico elemento di standardizzazione, rendendo quindi scarsamente informativo l’esito dello stesso esame; del resto, afferma Ricci, il peso effettivo dell’esito della prova sul voto finale dell’esame è molto modesto, mentre l’elemento di oggettività è importante nel contesto di un esame di Stato anche se non decisivo.

 

Rapporto 2013

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