Ricambio generazionale e valorizzazione dei docenti. Lettera

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Inviato da Angelo De Finis – Il ricambio generazionale degli insegnanti italiani in favore dei docenti più giovani non è solo un problema di età anagrafica, cioè legato all’invecchiamento della categoria e alla crescente frustrazione dei tantissimi docenti precari ex giovani, ma è anche una questione di necessità perché si avverte l’esigenza di cambiare.

 È necessario soprattutto tra i docenti della scuola primaria e dell’infanzia, ma anche tra quelli della scuola secondaria di primo e secondo grado. I docenti della scuola pubblica vanno in pensione, invece, sempre più tardi.

Oggi più che mai si avverte l’esigenza di cambiare e di organizzare diversamente la nostra società.

Riorganizzare la vita economica, sociale, politica e privata, in modo da contribuire a politiche pubbliche volte a raccogliere la sfida della transizione verso un modello economico, politico e sociale più sostenibile, con valori culturali per contribuire al raggiungimento di una società inclusiva, solidale, rispondente ai bisogni di tutti e alle aspettative dei giovani.

Va cambiato il sistema economico internazionale che inasprisce le disuguaglianze sociali, crea lavoro precario, in nero e i lavoratori sono sempre sotto ricatto perenne.

Le famiglie povere saranno sempre in aumento se non si interviene per reali cambiamenti economici.

Le nuove generazioni possono concretizzare queste considerazioni e contribuire a dare impulso al processo con la loro testimonianza di vita e professionale.

La scuola ha un ruolo sociale e culturale fondamentale per una conoscenza critica della società.

La cultura è forse altro dall’economia?

Rivalutare e rilanciare il ruolo degli insegnanti e la partecipazione degli studenti è fondamentale per combattere la povertà, le ingiustizie, le disuguaglianze e per promuovere i diritti umani nel mondo.

La valorizzazione dei docenti è importante non solo per restituire agli insegnanti il loro valore sociale e premiare i meriti di chi ha talento e si è impegnato per esprimerlo, ma anche per costruire realmente una società e un mondo migliore.

Il trattamento economico dei docenti italiani, invece, mortifica e non riconosce la loro professionalità, la loro passione e il loro quotidiano impegno.

Il merito riconosciuto ma non premiato crea delusioni e frustrazioni.

Dedico questa mia breve riflessione a tutti noi che desideriamo un mondo migliore e cerchiamo di realizzarlo nella vita quotidiana e nella società, ai giovani perché è solo in loro la possibilità di realizzare il nuovo, alle mie due figlie che hanno conseguito i seguenti titoli di studio dall’anno 2015 all’anno 2017 nei tempi previsti dai rispettivi corsi:

Laurea di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea magistrale) di Lucrezia, conseguite entrambe con la votazione di 110/110 e lode, rispettivamente negli anni 2015 e 2017.

Diploma di scuola secondaria di 1° grado (scuola media) di Annamaria, conseguito con il voto di 10 e lode nell’anno 2016. Annamaria ha vinto successivamente il primo premio per il merito scolastico al concorso indetto dalla Scuola Media Statale “G. Gesmundo-Moro Fiore” di Terlizzi BA.

Angelo De Finis

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