Riaprire le scuole? Chiedetelo agli insegnanti, agli studenti, ai genitori, non a chi si occupa di statistiche. Lettera

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inviata da Prof.ssa Lucia Gatti –  Carissimi, Leggo i vostri articoli e mi chiedo se viviamo in mondi paralleli o nello stesso mondo. Sono un’insegnante della scuola superiore, una delle scuole piu’ grandi della Provincia di Milano, con piu’ di 1500 studenti.

Dire che tornare tra i banchi sia una scelta sicura e che il virus non circoli a scuola e che la scuola non sia veicolo di contagio mi pare un’affermazione che esuli dalla realta’.

A meta’ ottobre avevamo 14 classi in quarantena. In una di queste da un caso siamo passati a tre, poi a sei, poi…non si sono piu’ contati perche’ siamo entrati in ddi…ma quel che sappiamo e’ che e’ circolato tra loro e sicuramente in classe o, meglio, a scuola.

Si’, perche’ la scuola non si esaurisce nella classe, ma contempla gli intervalli in giardino in cui gli assembramenti sono inevitabili, con un controllo sui dispositivi di protezione personale (le mascherine) che risulta utopistico …ma anche negli intervalli in classe non si scherza, perche’ si abbassano le mascherine per mangiare la merenda e bere, a distanza di 1mt.da bocca a bocca, quando 1mt.poi non e’, perche’ occorrerebbe rimanere immobili con viso rivolto alla cattedra, ma si sa che in un intervallo cio’ non avviene e ci si volta verso il compagno che sta dietro o in fianco a scambiar due chiacchiere.

La scuola superiore prevede cambi dell’ora, in cui i ragazzi, anche se per pochi minuti, sono soli in aula e spesso ne approfittano per ” far prendere aria alla bocca”, del tutto fuoricontrollo…ma anche nelle ore curricolari cio’ accade: provate a fare supplenza in una classe non vostra, in cui non avete un ruolo preciso riconosciuto dal gruppo di adolescenti che vi trovate davanti e poi capirete come in alcune classi risulti possibile solo sotto minaccia fare in modo che le mascherine proteggano bocca e naso contemporaneamente…in altre neppure sotto minaccia di nota sul registro (e di supplenze quest’anno abbiamo abbondato, visto che siamo stati con 51 cattedre scoperte per lungo…lungo…tempo…).

Che dire poi degli assembramenti visti e filmati dagli stessi studenti e proposte poi alla visione di noi insegnanti alle fermate dei bus: centinaia di studenti con mascherine abbassate, sigarette in bocca o altro che a distanza zero aspettano il pullman come se non ci fosse mai stato il Covid…

Oggi ho sentito genitori a cui i figli l’hanno portato in casa…loro non vorrebbero venissero riaperte le scuole…non cosi’…non ora…

Finiamola di dire che la scuola e’ sicura: non lo e’!

Chiedetelo a chi se l’e’ preso…
Chiedetelo ai ragazzi…
Chiedetelo ai genitori…
Chiedetelo a chi ci lavora, a chi ci e’ vissuto a contatto, a chi ha una voce in capitolo davvero…non a chi guarda i numeri e le statistiche!

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