Riapriamo la scuola per i soli maturandi, subito. Lettera

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Inviata da Silvia Sabatino – Gentile Ministra, siamo ancora in tempo per inserire una piccola fetta di Scuola nella Fase 2.

Penso ai ragazzi delle quinte, che si preparano ad affrontare il loro rito di passaggio all’età adulta trovandosi a vivere sull’orlo di un crinale storico di immensa importanza, e che saranno ricordati, possiamo già immaginarlo, come i maturandi del lockdown.

Dobbiamo dare loro la possibilità di scrivere questa pagina di storia, perché l’unica risposta possibile alla domanda: “E voi cosa avete fatto?” non sia: “Ci hanno chiesto di restare a casa, ecco cosa abbiamo fatto”.

Abbiamo convinto questi ragazzi a non confondere i rapporti umani virtuali da quelli reali – abbiamo cercato di insegnare loro che non hanno lo stesso valore, li abbiamo persino inondati di corsi sull’argomento.

E adesso? Diciamo che guardare i loro professori in video è come incontrarli alla luce del sole, in un’aula che è stata casa loro per cinque anni? Davvero? E dopo? Senza un congedo vero e proprio, quello dell’ultimo giorno di scuola, come potremo riempire quel vuoto?

Diamo fiducia ai ragazzi: sono grandi, perfettamente in grado di rispettare le consegne, a scuola lo fanno da 13 anni. Mascherine, guanti, distanziamento, possiamo anche chiedere loro di organizzare nel modo più accorto gli spostamenti, ricorrendo a car sharing o biciclette. Hanno risorse, sono pieni di creatività. E che ogni scuola, con la propria Autonomia, si preoccupi di organizzare al meglio gli aspetti logistici.

Chiediamo loro questa prova di maturità, ma in cambio diamo loro un esame di Maturità che si rispetti, con una premessa d’obbligo: la frequenza degli ultimi giorni di scuola.

Facciamogli scrivere questa pagina di storia sui banchi, con compagni e professori, nelle loro aule. Ne abbiamo a sufficienza, lo sappiamo bene perché ogni anno accogliamo gli studenti di quinta, e solo loro, durante gli scritti. Le aule ci sono, e se non bastano abbiamo corridoi e palestre. È un’organizzazione già rodata da anni, non bisogna ricorrere a nessuna nuova misura: siamo stati noi professori a inventare il distanziamento, lo pratichiamo da sempre durante gli Esami di Stato.

Dunque riapriamo la scuola per i soli maturandi, subito, in fretta.

Le scuole sono lì ad aspettarli, vuote, sanificate, con operatori e docenti pronti – si muoverebbero solo quelli strettamente necessari a quest’apertura ridotta. Consideriamola una prova di ripartenza del settore Scuola. Perché tutti i settori nella Fase 2 e la Scuola no? Solo con l’ingresso degli studenti negli edifici potrebbero emergere criticità che avremo modo di risolvere, perché le avremo riscontrate in tempo, criticità che dunque non ci coglierebbero impreparati per la Fase 3, quella della ripartenza vera, globale.

A voi servirebbe per avere un quadro più chiaro della situazione, a loro per godere di ciò che gli spetta: la degna conclusione di un percorso.

Le riflessioni sarebbero ancora tante, ma questo è il momento di correre, programmare, rompere le file!

E che non si dica non si può fare, perché a questo punto vorrei una risposta, prima che sia troppo tardi. Me lo dica e me lo dica adesso, la prego, perché non c’è più tempo. Questo momento storico richiede riflessioni, certo, ma anche decisioni repentine e grande coraggio. E non si accetterà come risposta “l’esperto ha detto di no”, dato che sicuramente ci saranno esperti che dicono di sì, esperti che in gran parte dei paesi europei sono stati ascoltati. Come spiegheremo ai ragazzi la nostra titubanza e le nostre paure, i nostri tentennamenti? Come potremo spiegare la differenza tra loro e i coetanei europei?

Ora è il momento dell’audacia anche tra i banchi della Scuola. Il nostro comparto, non solo l’Economia, ne ha un disperato bisogno. Ne hanno bisogno i nostri studenti.

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