Riapertura settembre, Ascani: due metri quadrati ad alunno nelle classi, difficile ma non impossibile

Stampa

“Bisogna prendere in fretta delle decisioni su organici, orari di ingresso e uscita – scaglionati, ma praticabili – che permettano di evitare assembramenti, sul trasporto scolastico e sulle mense.

“Anche in questo ambito autonomia e comunità locali conteranno moltissimo, ma occorre accompagnare le singole realtà perché nessun dirigente e nessun Ente Locale venga lasciato solo a gestire le difficoltà. Se le mascherine debbano o meno essere obbligatorie per gli studenti si potrà decidere, credo, più a ridosso del nuovo anno scolastico, anche alla luce dell’andamento dell’epidemia”. Lo scrive su fb la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani del Pd.

“Le competenze resteranno a disposizione, ma rimane la consapevolezza che a settembre non si può ricominciare con la Didattica a distanza. Perché la scuola è un’altra cosa. E si deve tornare a scuola, a garantire a tutti il diritto all’istruzione, pienamente. Quindi bisogna aprire in fretta una nuova fase”.

“In questi giorni si è parlato di plexiglass, visiere e altro. Un dibattito che rispetto, ma che credo rischi di confondere in un momento che è di per sé già molto complicato. Abbiamo pochissimo tempo per individuare con gli Enti Locali gli spazi aggiuntivi che serviranno per garantire il distanziamento e la sicurezza. In molti hanno commentato il documento del Comitato Tecnico Scientifico con toni apocalittici, tacendo quel che la normativa vigente già prevede quanto ai metri quadri per alunno da garantire nelle classi.

Rispettare il criterio del metro di distanza vuol dire garantire due metri quadrati ad alunno nelle classi, un parametro molto vicino a quanto indicato dal DM del 1975 in vigore. Difficile ma non impossibile nelle nostre strutture.

Ho incontrato più volte in questi giorni Regioni, Comuni e Province per quanto di mia competenza e ci siamo dati un metodo di lettura dei dati che sarà utile per gli incontri “bilaterali” informali che avremo dalla prossima settimana con le singole Regioni, gli USR e le rappresentanze regionali di ANCI e UPI, per approfondire le esigenze e gestire insieme le criticità.

L’autonomia scolastica avrà un ruolo importantissimo, così come i patti di comunità, ma serve un accompagnamento da parte delle Istituzioni centrali perché nessuno resti indietro. Ed è quello che stiamo facendo, utilizzando le risorse che abbiamo a disposizione sull’edilizia leggera”, conclude la viceministra.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur