Riapertura scuole, Turi (Uil Scuola): “Il Governo si è scontrato con la realtà. A scuola ci si può infettare e si è fatto poco per renderla sicura”

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Il passo indietro del governo in merito alla riapertura scuole, che non sarà in zona gialla e arancione al 100% in presenza come inizialmente annunciato ha portato ad una (nuova) riflessione sul tema scuola e covid. Ed ha sollevato anche una certa insofferenza del Governo nei confronti dei sindacati, che nei giorni scorsi avevano posto dubbi concreti sulla fattibilità del ritorno in classe con situazioni di sicurezza precarie.

La prova di tale insofferenza si rintraccia nelle parole della Ministra Gelmini: “Sarebbe bastato allungare l’anno scolastico come aveva detto il premier Mario Draghi in Parlamento, invece i sindacati non hanno voluto. Per colpa loro ci dobbiamo inventare le metropolitane che volano”.

Si tratta della solita novella che il sindacato sia il colpevole di tutto. Noi abbiamo solo fatto presente quali fossero i problemi di una scelta politica. Una scelta che alla fine si è scontrata con la realtà. Il governo può anche dire di aver sbagliato e ritornare sulle proprie scelte. L’importante è che si faccia per tempo e soprattuto bene“. Sono le parole che Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, ha rilasciato ad Orizzonte Scuola in merito al rientro in classe previsto dal 26 aprile.

A sposare i dubbi delle organizzazioni sindacali sono state le Regioni che nel corso dell’incontro di ieri hanno infatti mostrato al Governo i limiti di quella scelta. Limiti che hanno portato alla fine ad una correzione del modello di rientro a scuola: in zona rossa le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100%”

Questo perchè non è stato fatto nulla o quasi -prosegue Pino Turi -: abbiamo investito su banchetti a rotelle e su mascherine di dubbia qualità. E non si sono nemmeno spesi tutti i fondi a disposizione. La scuola non può essere sempre la vittima sacrificale.”

Noi abbiamo chiesto una flessibilità che deriva da una necessità che è insita alla scuola. E il Governo lo ha capito, per fortuna“, aggiunge il sindacalista.

Abbiamo il 75% di personale scolastico vaccinato con differenze significative fra regioni il che porta a pensare che in alcuni territori la copertura è molto bassa. Aggiungiamo che il sistema si è bloccato per il momento e che non c’è ancora screening per gli studenti. E i Governatori lo hanno riconosciuto che la scuola è un luogo dove ci si può infettare a queste condizioni“, ha proseguito Turi.

L’allungamento del calendario scolastico? Io avevo proposto di modulare il calendario, non di allungare. Negli altri Paesi hanno modulato e poi recuperato. Potevamo fermarci una decina di giorni a Pasqua, ad esempio, e sfruttare quella pausa per intensificare la vaccinazione“, spiega Turi che aggiunge: “Invece di pensare di allungare l’anno scolastico perchè non si pensa che tra poco ci sarà un licenziamento di massa di 250 mila persone che chissà quando saranno assunti. Non sarebbe il caso di assumere tutti i docenti a settembre? ”

Decreto Covid, scuole superiori in presenza nelle zone gialle e arancioni dal 60% al 100%, nelle zone rosse dal 50% al 75%. Deroghe solo in caso di focolai. BOZZA [PDF]

 

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