Riapertura scuole, sospetto caso di Covid-19 a Crema: tampone negativo, ma è polemica. “No blocco per una febbre”

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Sospetto caso di Covid-19 in una scuola. La febbre di un bambino ha fatto scattare il protocollo anti-Covid in una scuola a Crema (Cremona), con tutta la classe del piccolo lasciata a casa, a pochi giorni dalla prima campanella, come prevedono le norme sanitarie. Lo riporta oggi La Provincia di Cremona.

I genitori, prima dell’uscita da casa verso la scuola dell’infanzia comunale, hanno correttamente misurato la temperatura e poi segnalato la circostanza alla scuola.

Per il bambino niente di grave, solo qualche linea di febbre, ma ora i genitori dovranno avvisare il pediatra e il medico di famiglia, e in attesa dell’esito del tampone sul minore tutta la sezione dovrà rimanere a casa a scopo precauzionale.

Se il tampone sarà negativo torneranno tutti subito in classe, se sarà positivo saranno necessari tempi ben più lunghi.

Aggiornamento: il tampone è risultato negativo, l’allarme è rientrato.

Tampone negativo e allarme rientrato alla scuola dell’infanzia comunale Franceschini di Crema, dove era stato registrato un caso di sospetto Covid-19. L’allerta era scattata dopo che ad un bambino era stata riscontata una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi: l’alunno era rimasto a casa e anche la sua classe era stata invitata a farlo, per precauzione come prevede il protocollo sanitario.

Intanto, proprio oggi, nella sede della Regione si è tenuto un incontro con i direttori generali delle Ats lombarde per concordare comportamenti omogenei che tutelino la sicurezza sanitaria ma che non rischino di sfociare nell’allarmismo nel caso di un falso allarme Covid.

E’ stato rilevato – si legge in una nota del Comune di Crema – come l’attuale protocollo sanitario comporterebbe un rischio concreto di paralisi delle scuole con bambini così piccoli, molto spesso malati, e la Regione Lombardia ha già preso l’impegno di coordinare questo protocollo con le linee guida ministeriali e dell’ISS che disciplinano il tracciamento e isolamento dei contatti stretti solo nell’eventualità di un esito positivo del tampone e non durante il periodo di attesa“. Sul caso è intervenuto sul suo profilo Facebook anche l’assessore comunale all’Istruzione di Crema, medico ospedaliero, Attilio Galmozzi. “Per una febbricola in una scuola dell’infanzia si è scatenato il panico, per poi risolversi in un nulla – ha polemizzato -. Per la processazione del tampone, mancando nei laboratori una linea dedicata a quelli provenienti dalle scuole, serve tempo. E i bambini pagano l’inefficienza degli adulti“.

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