Riapertura scuole, si può aumentare la quota di didattica digitale ed evitare la differenziazione degli orari?

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La riapertura scuole del 7 gennaio si avvicina sempre più e le domande sull’organizzazione si fanno sempre più frequenti. Sappiamo che l’intesa Stato-Regioni prevede che il rientro per le scuole di secondo grado avverrà partendo con il 50% di studenti in presenza.

Il documento dell’Intesa  impegna, fra l’altro, le parti a far sì che d’ora in poi “l’eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza sia prevista come misura residuale”.

L’accordo prevede inoltre che le istituzioni competenti riprogrammino, sulla base dei documenti operativi predisposti dai tavoli gestiti dai Prefetti, i servizi di trasporto pubblico locale e regionale e il conseguente fabbisogno di servizi aggiuntivi da attivare per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico.

Si possono fare più ore di DDI?

La nota dell’Usr Lazio di cui abbiamo già parlato, evidenzia alcuni aspetti molto importanti che riguardano la ripresa delle attività didattiche in presenza delle scuole secondarie di secondo grado.

Posso lasciare una maggior quantità di studenti in didattica digitale integrata, e conseguentemente evitare di riorganizzare gli orari?

No. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 e l’ordinanza del Ministro della salute 24 dicembre 2020 conferiscono a ciascuno studente il diritto soggettivo a svolgere l’attività didattica in presenza per il 50% del tempo-scuola tra il 7 e il 16 gennaio, e per il 75% dal 18 gennaio in poi. Salvo nuove e diverse prescrizioni governative, non è consentito ridurre tali percentuali. Riduzioni unilaterali potrebbero essere contestate giudizialmente dalle famiglie. Rimane ferma la possibilità per gli studenti di rinunciare a tale diritto ad es. perché “fragili”, purché seguano a distanza.

NOTA

 

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