Riapertura scuole “pericoloso il 7 gennaio”, tra lezioni più brevi fino al 30 giugno e più ingressi. Azzolina: impegno per rientro

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La variante Covid inglese mette ancor di più a repentaglio la ripresa delle lezioni il 7 gennaio? Per Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro del Salute, è “arduo” tornare tra i banchi in queste condizioni. Il piano di rientro della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sarebbe invece quasi pronto.

Difficile e pericoloso rientrare a scuola il 7 gennaio anche per Giorgio Palù, virologo dell’università di Padova e presidente dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco italiana. “Mi preoccupa l’idea di riaprire tutto dopo l’Epifania, a cominciare dalle scuole”, afferma alla Stampa. Palù ha messo in evidenza il risultato di uno studio con cui si “dimostra che il rialzo esponenziale dei contagi in autunno si è generato dopo il 14 settembre”. “Per le scuole superiori e per l’università è perciò meglio evitare la ripresa il 7 gennaio. I più grandi sono un pericolo, per genitori e nonni”.

Secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, è bene attendere i pareri delle autorità sanitarie: “per fortuna fino al 7 gennaio abbiamo un po’ di tempo. Quindi io credo che ci sia la possibilità di valutare se effettivamente questa nuova variante del virus può comportare dei rischi rispetto all’apertura”. In ogni caso, sarebbe positivo per Giannelli dare priorità a docenti e Ata per il vaccino, visto che “trascorrono mote ore a contatto con gli studenti”.

La ministra tira però dritto per il 7 gennaio. “Ora, l’impegno comune dovrà essere quello di riportare in classe tutti gli studenti e le studentesse, che hanno bisogno di riappropriarsi dei loro spazi, di riprendere il cammino di crescita”, scrive Azzolina nella lettera per le festività natalizie rivolta a tutto il personale scolastico, agli studenti e alle famiglie. “La didattica a distanza ha rischiato” però, “di acuire i divari, aumentando il pericolo di isolamento e il fenomeno dell’abbandono scolastico”, aggiunge la ministra.

Milano si prepara intanto alla ripartenza del  gennaio cambiando gli orari della città. “A gennaio, gli studenti degli istituti superiori di Milano torneranno a scuola per seguire in presenza le lezioni. E lo faranno nelle migliori condizioni possibili”, promette l’ex ministro Marco Bussetti, dirigente dell’AT di Milano. Per arrivare alla quota del 75% prevista dal Dpcm del 3 dicembre, nel capoluogo lombardo si procederà in questo modo: il 50% con ingresso entro le 8 del mattino il e 25% dalle 9,30.

Alcuni suggerimenti per la ripartenza a gennaio arrivano anche dall’Usr per la Sicilia, che in una nota consiglia di suddividere le classi, ingressi a rotazione e lezioni più brevi ma con recupero in modalità asincrona.

Dal gruppo di studio Condorcet arriva la proposta di riformulazione del calendario scolastico: si potrebbero annullare le vacanze di Carnevale e far terminare le lezioni il 26 giugno. “Secondo le indiscrezioni, scrive Cordocert in una nota,  le attività didattiche verrebbero prolungate fino al 30 giugno, tranne che per le terze medie e le quinte superiori, impegnate con l’esame di Stato, e sarebbero rivolte al recupero degli apprendimenti degli studenti più fragili e insufficienti. Non si sa niente di più preciso”. D’altra parte la proposta dell’allungamento dell’anno scolastico, annunciata dalla ministra Azzolina, è stata fatta dal Governo alle Regioni.

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