Riapertura scuole: orari, docenti, trasporti e test rapidi: tutte le criticità

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Scontro all’orizzonte tra governo e Regioni sulla riapertura della scuola.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, chiede di tornare progressivamente in classe dal 9 dicembre, gli enti locali, invece, dicono no. Zaia e Toti guidano il fronte della riapertura dopo l’Epifania, mentre Bonaccini e Giani si dicono più possibilisti nella riapertura già a dicembre. Nel mezzo ci sta Zingaretti che lascia che siano i virologi a decidere se bisogna ripartire dopo il ponte dell’Immacolata.

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Le criticità per la riapertura, però, non mancano. In particolare sono 4: gli orari, il personale, i trasporti e i test.

ORARI – Per evitare assembramenti gli ingressi e soprattutto sui mezzi pubblici servono gli orari scaglionati. Non di cinque, quindici e venti minuti, ma probabilmente anche di più: la ministra dei Trasporti, De Micheli, parla di un ritorno in classe che preveda anche l’utilizzo del sabato e della domenica e di un orario spalmato dalle 8 alle 20. Per scaglionare gli ingressi in aula e l’utilizzo dei uso servirebbero più docenti in modo da aumentare le ore di servizio. Docenti che, però, già in un regime di normalità, non sono sufficienti.

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PERSONALE – E arriviamo alla seconda criticità, quella del personale: sia per quanto riguarda i collaboratori scolastici che i docenti. Infatti a mancare non sono solo gli insegnanti, ma anche il personale ausiliario. Non solo bidelli, ma anche coloro che si occupano dalla parte tecnica e amministrativa.

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TRASPORTI – Un altro grosso problema per la riapertura delle scuole è quello dei mezzi pubblici. Mancano bus e metro e soprattutto un piano adeguato dei trasporti in ogni città. Così l’affollamento a bordo di tram, bus e metro è inevitabile soprattutto nelle ore di punta al mattino e prima di pranzo.

TEST RAPIDI – Altra questione sul tappeto è quello dei test rapidi. Dopo mesi di richieste e tentativi, le Regioni chiedono presidi sanitari nelle scuole per effettuare i tamponi rapidi prima dell’ingresso in aula. Sui test rapidi la ministra dell’Istruzione chiede un’accelerazione. Il rischio è che senza il dovuto tracciamento non si possa “raffreddare” definitivamente la curva dei contagi.

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